Stampa
14
Mag
2007

MARE E FINANZA: MATRIMONIO DíINTERESSI. I CAMBIAMENTI DEL SETTORE ARMATORIALE DA IMPRESA A INDUSTRIA

Pin It
Mare e finanza: matrimonio d’interessi: grazie a massicci investimenti, alla movimentazione di ingenti risorse finanziarie, il settore armatoriale italiano assume le dimensioni di un comparto industriale di primaria grandezza. Per questo tutta la grande filiera della finanza (banche, fondi, broker, mercato borsistico) sta guardando con un occhio diverso al mondo marittimo. Questo clima, che costituisce sotto diversi profili una novità, ha trovato piena conferma nel Convegno “Mare e finanza: un matrimonio d’interessi” svoltosi nell’ambito di 48ore del mare a Napoli, introdotto da Oscar Giannino, Direttore di Libero Mercato.
Le previsioni a breve termine, ha affermato Nicola Coccia- presidente di Confitarma- dicono che la flotta italiana nel 2010 raggiungerà quota 20 milioni di tonnellate, contro i 4 milioni del 1997 e gli attuali 13,1 milioni (2007). In forte espansione anche gli investimenti:poco più di 6000 milioni di dollari nel 2007, quota di 9000 milioni fra due anni, contro i 1000 milioni di dollari investiti nel 2001. Si affaccia dunque sul mercato mondiale un nuovo soggetto, l’industriale dell’armamento, che punta a diventare un “ global operator “, estendendo le sue competenze anche alla parte terra, come terminal operator e , nel caso del crocierismo, anche come tour operator. Per questo Confitarma sostiene che in Italia, sulla scia del successo riscontrato da strumenti finanziari innovativi già sperimentati in altri paesi, vi sono le condizioni per creare un fondo comune di investimento navale. Una volta espletate le opportune verifiche (presso Bankitalia, Consob e Ministero dell’Economia) in merito agli aspetti regolamentari del progetto, l’iniziativa del Fondo navale si tradurrà nella presentazione di un emendamento legislativo dedicato ad interventi in materia di navigazione marittima. “Questo ha detto -il presidente di Confitarma- segna un passaggio chiave dal tradizionale modello di finanziamento ipotecario a strumenti innovativi capaci di coinvolgere un pubblico ampio di investitori e soggetti finanziari”. La flotta italiana viaggia con il vento in poppa, rafforzata da un mercato dei noli che ha prodotto anni di risultati positivi: ha espresso quindi capacità di investimento che si sono concretizzate nella conquista di standard qualitativi e di sicurezza fra i più alti al mondo. Ma oggi, i tempi rapidissimi di trasformazione del mercato,impongono un nuovo cambio di passo: l’individuazione congiunta fra shipping e finanza di strumenti innovativi di finanziamento delle navi, ma anche di governance delle società armatoriali. Roberto Del Giudice, Capo Ufficio Studi Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) ha sottolineato che la sinergia tra private equity e il mondo dello shipping è non solo possibile ma auspicabile.
In proposito Livio Winteler, responsabile dello Shipping in Mediobanca, nel giudicare molto positiva l’iniziativa concernete la creazione di un fondo navale ha confermato l’estremo interesse del mondo della finanza per questo strumento. Angelo D’Amato, Presidente Commissione Finanza e Diritto d’Impresa di Confitarma riguardo ai rapporti tra banche e imprese armatoriali ritiene che senz’altro, specie negli ultimi anni, si è verificata una evoluzione positiva, ma occorre guardare al futuro soprattutto trattandosi di un settore che è in continua evoluzione e quindi ha costantemente bisogno di strumenti in linea con la sua evoluzione Enrico Fagioli, Amministratore Delegato Efibanca nel ricordare l’esperienza pluriennale di Efibanca nello shipping, ha sottolineato la sua fiducia nella futura crescita del settore, fiducia che ha portato alla ideazione di un fondo di investimento speculativo specializzato nel settore navale e della logistica. Quindi, l’ipotesi di una legislazione ad hoc prospettata da Confitarma con riferimento ai fondi navali non potrebbe che essere di ulteriore beneficio per il mercato intero. Federico Imbert, Managing Director JP Morgan Italia, ha affermato che l’entrata in Borsa della società d’Amico, primo esempio di quotazione “con passaporto europeo”, può rappresentare un utile stimolo per gli altri armatori per il ricorso al mercato dei capitali. Il collocamento del titolo “d’Amico” in borsa ha superato le aspettative iniziali. Paolo d’Amico, Vice Presidente Confitarma, ha confermato che investitori italiani ed esteri sono molto interessati al nuovo titolo della sua società il cui flottante è funzionale allo sviluppo degli investimenti. Egli ha comunque voluto ricordare come evoluzione del modello gestionale e della mentalità delle imprese armatoriali consentono oggi iniziative impensabili fino a pochi anni fa. Giuseppe Castagna, Direttore Relazioni Corporate Gruppo Intesa, nel rispondere alla domanda relativa al MAC (mercato alternativo dei capitali) come opportunità per le imprese armatoriali ha chiarito che questo mercato non è specifico per il settore marittimo. Ha sottolineato che il mercato finanziario offre un’ampia gamma di possibilità di investimento e di partecipazione all’equity delle società. In questo senso il private equity può essere uno strumento idoneo alla crescita. Vittorio Ogliengo, Responsabile Divisione Corporate Unicredito, nel ricordare che il suo gruppo impiega nel settore navale un controvalore di 9 miliardi di euro, ha confermato che i rapporti tra mondo bancario e shipping si stanno sempre più rafforzando.
Didier Salomon, Responsabile Shipping BNP Paribas ha sottolineato la convergenza di interessi tra mondo bancario e shipping al fine di sfruttare le nuove opportunità che la crescita del mercato internazionale offre. In quest’ottica nuovi strumenti finanziari come le cartolarizzazioni rappresentano un ulteriore opportunità di finanziamento per gli armatori. Aurelio Fedele, Partner della Price Waterhouse Coopers Spa ha sottolineato che l’applicazione dei principi contabili internazionali anche alle imprese armatoriali italiane consente alcuni vantaggi di tipo e informativo e valutativo (come ad esempio l’esposizione del valore reale della flotta utilizzando il criterio del fair value).
Secondo Harry Theochari, Head of Shipping Norton Rose, gli armatori italiani hanno notevoli opportunità di sviluppo. Gli armatori stranieri anche di dimensioni inferiori stanno già beneficiando del trend di crescita del settore ed è quindi importante che gli armatori italiani colgano le opportunità offerte dal mercato attingendo le risorse necessarie dal mondo finanziario ad esempio attraverso il ricorso al mercato dei capitali. Giacomo Garbuglia, Direttore Centrale Capitalia, Responsabile Funzione Large Corporate, ha affermato che i recenti numeri del mercato dei capitali confermano come gli investimenti in equity rappresentino una delle possibili alternative alle forma classiche di finanziamento.
Accedendo a questo mercato il mondo dello shipping italiano potrà dotarsi di ulteriori risorse necessarie ad affrontare le sfide del mercato. Tale considerazione è stata ampiamente condivisa da Luca Lombardo Manager Director of New Markets & IPO Origination di Mediobanca, il quale ha aggiunto che la quotazione in borsa non determina necessariamente la perdita del controllo della società da parte del soggetto armatoriale.