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03
Ott
2011

A Parma un " Genoacotto" perde per 3 a 1

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ALTParma Genoa 3 a 1: gol di Giovinco(2), Morrone per i ducali, rigore di Palacio all’ultimo respiro. Un “culatello” servito caldo ai 30° del Tardini a Malesani , poco amato nella bassa perché in un anno memorabile ha vinto solamente 3 competizioni e

non il campionato. Parma tutto grinta ed umile Genoa, tutto arrendevolezza ed insubordinato non solo tatticamente. Genoa che spreca gol e ne regala altrettanti agli avversari con una facilità disarmante, una delle tante cause della seconda sconfitta consecutiva del vecchio Balordo in una settimana.

Tatticamente era una partita annunciata da parte di Colomba, tecnico del Parma, che è riuscito a vincerla con una semplice mossa, annullando il Grifone per vie centrali, con un pressing robusto ma ragionato nei confronti del rombo rossoblu, Veloso e Jorquera. Partita vinta sulle corsie laterali da parte dei ducali con Zaccadro e Biabiany sulla sinistra del Grifone che ha messo nel mezzo Antonelli per una 30° di minuti, prima della sostituzione per infortunio, dopo con Moretti il risultato è cambiato poco. Sulla destra hanno imperversato Gobbi e Modesto che hanno messo spesso in braghe di tela il povero Rossi al rientro, sempre solo a tamponare, con Kucka e Costant gli interpreti in chiave negativa nel coprire le corsie laterali. Jorquera e Palacio non avendo la possibilità di fare giocate, non hanno potuto nascondere l’impotenza del centrocampo genoano nel costruire giuoco ed a difenderlo.

Genoa troppo lungo o corto, basso o alto, c‘entrano poco i moduli perché Kucka non è lui. Lo scorso anno ordinava alla squadra di salire oggi la guarda rinculare. Costant continua le sue prestazioni “vorrei ma non posso, chi sa se ci riesco”, largo o al centro le sue accelerazioni non ci sono, non effettua dribbling e tira poco. Veloso i Suoi difetti ed i Suoi pregi li conosciamo tutti, ma rispetto ai colleghi del centrocampo ha il pregio di battersi su ogni pallone, fregato dal suo narcisismo , sempre punito da gol degli avversari.
Nel Genoa di Parma non è piaciuto lo spirito ed ai cronisti di Parma ha fatto chiedere se Malesani avesse la squadra in mano. Ognuno è sembrato giocare per conto proprio, orfano di se stesso e di un leader nel cuore del giuoco. Della trasferta di Parma da salvare oltre al prosciutto ed il grana: Frey tra i pali, il quinto gol di Palacio su rigore, il rientro di Jankovic in discreta forma, ma in versione “tennista” con giocate da singolo. Il giuoco di Malesani quando è ispirato senza la ricerca di fronzoli è pratico ed apprezzabile , il giuoco dell’attuale Genoa, finendola con l’alibi del caldo, perché alla ripresa del campionato non ci sarà più l’anticiclone a proteggerlo, ha bisogno di una buona revisione nella fase difensiva, ma soprattutto a centrocampo.

Malesani contro il Lecce non proteggerà e non darà più chance a nessuno e cambierà molto. Alla fine della gara contro il Parma, ha dichiarato non davanti ai microfoni : “Non temo il diluvio”, intuendo che per colpa di giocatori, per Sua responsabilità in campo, il suo futuro potrà essere messo in discussione, consapevole che in Parma Genoa non c’è stato il Suo stile e neanche le Sue mani sul giuoco dei rossoblu. Preziosi deve arrivare al Pio Signorini alla svelta , anche se tanti giocatori non ci saranno per impegni con le loro nazionali, parlare non solo con il Mister, ma anche con i calciatori e capire se sono entrati in sintonia con il tecnico e loro dovranno spiegare perché sono così confusi e poco vivaci atleticamente.

C’è modo e modo di perdere, a Parma è stato un disastro. 70 tifosi del Genoa con regolare biglietto, ma senza la TdT, fermati ai cancelli del Tardini. .( LINO MARMORATO)