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13
Feb
2012

Catania Genoa 4 a 0.

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alt A Catania si festeggiava S.Agata e non sono occorsi i favori della Santa per battere il Genoa versione datrasferta. Il primo sconfitto è il tecnico Marino ai Vespri Siciliani , non nel senso di rivoluzione, ma di tramonto in trasferta del 4 4 2 iperoffensivo. Marino

venerdì sulla rosea non parlava di moduli ma di situazioni tattiche : una per tutte Palacio, non può fare la prima punta ed ha bisogno di un centravanti vicino. Dopo quindici minuti il “codino” ha fatto il centravanti tra Le Grottaglie e Spolli non toccando un pallone.

Montella quando vede il Genoa è anche fortunato. Fino alla sesta giornata di campionato ( pareggio3 a3 sul campo del Novara) ha giocato con il 4 3 3, dopo visti i risultati si è rifugiato in 3 5 2 di sostanza per 16 giornate, con alti e bassi e scarsa lucidità dentro le aree avversarie. . Contro il Genoa è tornato al 4 3 3 e non abbiamo capito se per mancanza di difensori centrali con Potenza e Bellusci ai box , oppure perché aveva letto bene la formazione del Genoa…alla vigilia. Imbarazzanti i primi15’per tempo del Vecchio Balordo. Una rumba colossale sulle corsie laterali. Specialmente quella destra rossoblu con Mesto e Birsa in balia di Marchese e Gomez. Mesto è al centro delle critiche in compagnia dei compagni di difesa , ma le colpe sono da dividere equamente con tutti gli altri giocatori escluso Jankovic che ci ha provato a mettere fiato e zampa. Il campanello d’allarme suonava anche alla vigilia con un centrocampo con Biondini, Belluschi, bravo nel giocare il pallone ma in difficoltà nel difenderlo, ed un esterno come Birsa , senza l’abc del difendere in una partita di calcio: basta vedere come ha confezionato il calcio di rigore che ha dato inizio alle danze dell’Elefante.

Marino dopo15’minuti di tarantella etnea, ha cambiato il modulo di giuoco passando al 4 2 3 1.Con quasi marcature a uomo per fermare i tarantolati Lodi, Almiron , Izco, Gomez e Barrientos, spostando Jankovic a destra, arretrando Sculli a centrocampo sull’esterno sinistro. L’operazione è riuscita fino alla fine del primo tempo anche se le geometrie , la ricerca della

profondità è sempre mancata, con Palacio in versione Laurence d’Arabia nella difesa etnea: avrà rimpianto il Cammello…di Malesani. Dando la speranza ai 17 tifosi rossoblu presenti nella zona a loro riservata che potessero esserci delle possibilità di rimettere la partita sui binari giusti. Bene ! Si aspettava l’intervallo per avere delle sostanziali modifiche in termine di giocatori in campo più che di tattica , oppure l’entrata di Ze Eduardo vicino a Palacio ed il ritorno al 4 4 2 iperoffensivo. Nulla di tutto questo anche se Veloso, Jorquera e Ze Eduardo hanno fatto un riscaldamento da Finale degli800 m. alle Olimpiadi. Nulla è cambiato e il Catania ripartendo a razzo ha messo a segno altri due gol. Dopo il tris di gol, il cambio Jorquera con Birsa , Veloso per Iankovic (giusto perche’ già ammonito) e soprattutto Ze Eduardo per Palacio. Cambi arrivati in tempo per vedere l’ennesimo gol preso dal Genoa modello Roccapepe: lancio del portiere di 50m e catanese davanti a Frey a fare gol.

Dicevamo campanello d’allarme: per giocare come il Genoa al Ferraris, bisogna: aggredire, salire, accorciare, e rubare il pallone e non lasciare spazi dietro la linea del pallone . Il Genoa in trasferta dà l’impressione di tendere a scappare invece di anticipare , lasciando spazio alle ripartenze avversarie, specialmente quelle dei “mini” di altezza, dal baricentro basso e veloci di piede come , Gomez e Barrientos del Catania. Catania il bis di Palermo. Marino dovrebbe aver capito che con il 4 4 2 iper in trasferta non si va da nessuna parte e non avrà neanche tanto tempo per correggere gli errori: mercoledì si recupera Atalanta Genoa, senza Mesto e Kalazde squalificati (per qualcuno una manna) vedremo chi giocherà, ma con il recupero di Kucka e Costant due che hanno dimostrato il vecchio detto : gli assenti hanno sempre ragione. Marino avrà capito che probabilmente il 4 4 2 per sarà difficile da attuare senza Gilardino anche tra le braccia della Mamma: Gila è uno che sposta gli equilibri di una partita. Giocare da prima punta è una dote naturale e difficile da imparare.( lino marmorato