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22
Set
2008

CALCIO. FINITI I VESTRI SICILIANI PER IL GENOA

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Meno male che sono finiti i Vespri siciliani per Gasperini e il Genoa in questo campionato:due trasferte in Sicilia due sconfitte.Il Grifo perde a Palermo ,lasciando le sue armi in mano ai siciliani: pressing e ripartenze.
Ballardini il tecnico del Palermo per la seconda volta in sei mesi ,la prima il 21 Marzo a Cagliari, neutralizza il gioco di Gasperini e si porta a casa due vittorie.
Blocca le corsie laterali, non permette a Mesto e Modesto di alzarsi, con Simplicio Cavani e Bresciano larghi, spegne sul nascere tutte le ripartenze di Milanetto pressato come Pirlo del Milan domenica scorsa. A tutto ciò aggiungiamo che Sculli ha solamente cercato di cantare e non ha portato la croce è la superiorità tattica del Palermo è servita.
Da una parte mancava Miccoli e dall’altra Gasbarroni, e probabilmente la mancanza del Gasba si è fatta sentire di più .
Ormai è risaputo che il Genoa per giocare bene deve pressare più alto,essere più aggressivo,deve giocare su ritmi alti e deve sempre mettere gli avversari in condizione di non esprimersi, se non ci riesce diventa normale e  vulnerabile.
Confermarsi dopo una grande prestazione è nel  DNA delle grandi squadre, e il Genoa  dopo la perfettissima gara con il Milan è sembrato non appagato, ma svuotato.

Ha ragione Gasperini  il Genoa è una squadra da costruire, sono 15 gli elementi nuovi in rosa, ma in determinate partite il Genoa non può solo accontentarsi degli spunti di Milito,perché svilirebbe il potenziale a sua disposizione.
Come a Catania alla prima del campionato sono stati gli episodi a fregare il Genoa:Il Palermo tre tiri e due gol, di cui uno quello di Bovo da 30’ metri,una grande uscita di Rubinho su Cavani lanciato a rete;  il Genoa deve recriminare su una traversa di Milito ,una paratona di Amelia su colpo di testa di Biava e sul gol del pareggio mancato all’ultimo istante da Olivera a porta sguarnita.

Il Principe Milito è andato in gol per la seconda volta in due gare è di buon auspicio, peccato che il suo “baciogol” sia arrivato troppo tardi al “Bel Grifone addormentato al Barbera di Palermo”.
Nulla di preoccupante per il  Vecchio Balordo alla seconda sconfitta in trasferta, ci sono i margini di miglioramento visto l’arsenale a disposizione di Gasperini, ma ci sarà da lavorare molto da parte del tecnico di Grugliasco e non solo sul terreno di gioco, ma anche psicologicamente: con  Palladino bocciato dopo un tempo al Barbera potrebbe riproporsi il caso Di Vaio, che non riusciva ad entrare negli schemi del Gaspe coprendo tutto il campo e di conseguenza  non poteva esprimere le sue potenzialità  in avanti. L ’altro caso psicologico da non sottovalutare potrebbe essere Olivera: l’uruguaiano potrebbe soffrire passare  da protagonista indiscusso ad un ruolo di comprimario; questo mio giudizio non è dato per il gol “mangiato”, ma per la sua prestazione nei secondi 45’ di gioco.
Per tutti gli altri errori visti a Palermo ci si porre rimedio e Mercoledì subito la controprova  contro la Roma in ascesa, ma ancora  “rometta” sul piano del ritmo e del gioco.