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03
Mar
2008

CALCIO. LE CASSANATE DI SAMPDORIA TORINO

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Samp Torino 2 a 2 , ma conta poco,  finirà sui libri di calcio e nelle videoteche delle Televisioni per l’ennesimo colpo di testa di Antonio Cassano. L’87’minuto  del secondo tempo di Samp Torino  probabilmente se lo ricorderanno di più i tifosi della Samp,  che Cassano. Subito la partita,  è stata bella,  combattuta, con un passo falso della Samp al Ferraris dove solo in Milan  e qualche altra squadra avevano  raccolto punti.

Settimo   risultato utile per il Torino, ma la classifica continua a piangere per i granata. Duello tattico tra Mazzarri e Novellino tornato  a Marassi con applausi da parte dei sostenitori blucerchiati. Squadre  corte, pochi spazi e grande pressing la ricetta proposta da Mazzarri e Novellino.

Rispetto alle  altre partite casalinghe Mazzarri ha più sfruttato la superiorità numerica a centrocampo e il Toro abile a sfruttare le corsie laterali con gli ex di turno Diana e Pisano. In casa blucerchiata pesano gli errori di Castellazzi e del direttore di gara Pierpaoli di Firenze in occasione del calcio di rigore concesso ai piemontesi, anche se qualche volta Sala potrebbe usare un’pò  di più della sua esperienza. A proposito di Sala bella rivincita e gol contro Novellino, colui che gli faceva scaldare la panchina lo scorso anno.

Alla ripresa dei lavori  il fiammifero passerà nelle mani di Mazzarri che oltre gli illustri Cassano Bellucci e Montella ai box per vari motivi dovrà fare i conti con gli infortuni muscolari dei suoi operai Pieri e Campagnaro.
Cassano: dopo il suo colpo di testa via al partito degli innocentisti e quelli delle punizioni esemplari.
Oltre la “merolata di Cassano” la Samp dovrà mettere sul piatto della bilancia anche la sceneggiata di alcuni sostenitori della Tribuna nei confronti di  Collina, non dovrebbero esserci punizioni, ma con L’Osservatorio Nazionale degli avvenimenti sportivi  sul piede di guerra e Ispettori Federali , mai dire mai fino all’arrivo del comunicato della giustizia sportiva.

Cassano sembrava guarito dalle “cassanate”. La sua esigenza di avere conferme del proprio talento e delle proprie capacità era viva alla Samp. La sua indole ad essere Superstar aveva attaccato  a Bogliasco. La sua doppia personalità  voleva una grande Samp, ma si sarebbe pentito alla svelta perché  i personaggi come Antonio Cassano, e ci sono numerosi episodi di campioni,uno su tutti Baggio, che non sono riusciti a dimostrare il loro talento in grandi club,regalano fantasistiche giocate in altre squadre, anche se non piccole, dove possono essere le Superstar.

In molti amanti del gioco del calcio avevano  creduto che Cassano  avesse finito con le sciocchezze, le storie i drammi, ma Antonio Cassano ha nuovamente fatto saltare il banco.Cassano per l’ennesima volta non è riuscito a guardarsi dentro e non è riuscito a trovare quella dovuta responsabilità verso tutti quelli che lo hanno appoggiato: tifosi ,allenatore,società. Le scuse e le lacrime,non da coccodrillo,  non porteranno il risultato che tutti si sarebbero aspettato in questa stagione sportiva dal suo talento.

Cassano al rientro dalla squalifica, non quantificabile fino adesso , non essiste casistica  già sanzionata per quello che è successo totalmente al Ferraris  e documentato da tutte le Tv, non sarà più Cassano. Non  perché sarà  aspettato al varco, ma perché  tutte le sue certezze di andare all’Europeo e del riscatto della Samp  incominceranno a vacillare , e non riuscirà facilmente a sfruttare quello che Dio e la genetica gli hanno dato: i suoi piedi.

Cassano in Samp Torino ha sbagliato, ma i tanti suoi padri dell’avventura blucerchiata hanno sbagliato più di Cassano,  permettendogli di fare “piccole cassante” in campo ,fuori del campo, in Tv, ridendo,tutelandolo nella maniera sbagliata, e mai ricordandogli il suo dovere da professionista.

                                                              Lino Marmorato