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09
Ott
2007

CALCIO PENSIERINI ALLA SETTIMA DI CAMPIONATO

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L’Inter ribadisce  è la “razza padrona” con  il suo scatto, troppo presto per parlare di fuga. La Roma torna “magica” ma con le piccole”. La differenza con i nerazzurri ,le individualità sono di più rispetto ai capitolini. La Juventus non osa con la Fiorentina  stanca dei supplementari e dei rigori del Giovedì sera in Uefa, brutto sintomo, per adesso è Signorina, con il problema Del Piero. Rispetto all’inizio del campionato non becca più gol, sacrificando tutto il gioco a protezione della difesa.

La Fiorentina pregi e difetti della Gioventù. Aspettando Pazzini e Vieri,sempre più difficile sostituire Toni che segna a raffica in Germania.  Prandelli da navigato non molla l’Uefa, ha capito che è più facile vincere la Coppa Europea, che arrivare 5 o 6 in Campionato. Il  Milan, dopo le critiche,esce dalla crisi. Per una  volta si gode il portiere degli altri.  Il Palermo sempre di più negli umori e nelle parole di Zamparini. La Lazio senza portiere nel campionato italiano fallisce,senza riserve fallisce in Europa.

Il Genoa è la sorpresa, ma viene aspettato al varco dalla critica, la risposta al ciclo di ferro in programma. Autunno caldo per tutti,  sarà così anche per  Gasperini e compagnia ?La  forza dei nervi distesi e la non preoccupazione del risultato ,non  fanno miracoli nel calcio, ma aiuta. Si sprecano i paragoni con il passato di Bagnoli, senza analizzare che quel campionato fu orfano delle grandi.

La Samp, resta pesante sul suo cammino il ritmo con cui le punte vanno a segno, fallendo il compito. Mazzarri deve scoprire in queste due settimane se è colpa del modulo o delle sue stelle.  Il resto del campionato è da giocare. La conferma che quando si vince senza aver un gioco il futuro è incerto .

Il Fuorigioco, quello passivo, non è morto anzi. Collina con circolari Uefa alle mani spiega la Regola, confondendo gli addetti ai lavori, figurarsi i tifosi. Le sue dichiarazioni alla Domenica Sportiva  hanno dato la possibilità di recitare a soggetto dentro e fuori il campo.
La regola n. 11 il Fuorigioco è chiara, basta applicarla senza i ma e i se. Suggerisco davanti alla linea del pallone specialmente dentro l’aerea di rigore bisogna fischiare,l’interpretazione disturbare l’azione,partecipare se diventerà soggettiva,sarà ancora più deleteria del fallo di mano volontario.
Tanta delusione nella discussione dell’Ultima Domenica Sportiva, gli interlocutori  c’erano e importanti ,ma tutti hanno preferito “la sudditanza” al divin pelato Collina. 

 

                                        Lino Marmorato