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22
Apr
2009

CALCIO. SAMPDORIA E GENOA VERSO IL SOGNO

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Giusto l’approccio alla gara contro l’Inter di Mazzarri:  "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco." "Noi dobbiamo cancellare il pensiero del 3-0 dell'andata. I ragazzi devono avere la giusta tensione ma senza esagerare”. Mazzarri deve dare la giusta carica alla sua squadra e prima di entrare in campo a S.Siro deve indicare la strada per portare la Doria alla Finale di Roma: giocare un calcio collettivo, da protagonisti con coraggio , con una squadra organizzata, e non fare l’errore di difendersi con molti giocatori ed attaccare solamente con la coppia d’assi  blucerchiata: Pazzini e Cassano.

Mazzarri ha detto che vuole una squadra al 120% e dopo con il Cagliari se non ci saranno fiato e gambe farà il turnover. La squadra è bella e pronta con Castellazzi in porta, al posto di Mirante uomo di Coppa, Campagnaro  Lucchini,  Accardi nella difesa a tre, Stankevicius che permetterà alla squadra  di giocare anche a quattro in difesa  in fase di non possesso pallone, Palombo Sammarco, Franceschini e Pieri a centrocampo in attacco Cassano e Pazzini.

Contro l’Inter la Samp per portare a casa la qualificazione  ha bisogno di giocatori che facciano un pressing bestiale, portare via il pallone ai nero azzurri  e poi giocarlo  con un buon possesso.
Mourinho, vuole il “Titulu”, ma molto dipenderà dal risultato  di Juventus Lazio di questa sera, l’ altra semifinale. Mou per la sua prima stagione in Italia vorrebbe  la  Juventus e il Milan a zero “tituli”, e se la Juve si qualificherà farà di tutto per rovinarle la festa .
L’Inter probabilmente giocherà con la squadra titolare, il 3 a 0 dell’andata non è stato gradito, e l’atteggiamento di qualche giocatore della Doria è rimasto indigesto a qualche giocatore nero azzurro. A tutto ciò bisogna aggiungere che Mourinho è molto stimolato dal risultato pesante di 3 a 0 dell’andata perché  per la prima volta in carriera si trova in una situazione simile :  dover ribaltare un risultato pesante in una doppia eliminazione di Coppa.

Passata la tempesta odo il Grifone far Festa. Anche la se la sconfitta contro la Lazio è stata come una puntura con l’ago Pic(indolore), visto i risultati delle compagne di viaggio della domenica, il clima che si respirava ieri al Pio era quello di avere buttato via una buona occasione per mettere un timbro importante sul traguardo Europa che conta.
Ieri con Gasperini , non si saranno fatti l’esame di coscienza, molto pulita  con il campionato che stanno giocando, davanti al video la truppa del Gaspe avrà esaminato in modo particolare gli ultimi 25’ della gara contro la Lazio: tanti errori madornali di tutta la squadra erano assenti dalle prestazioni della serie B e avranno cercato di capire perché sono avvenuti.
Usciti dalla sala video tutti i giocatori del Grifo erano consapevoli che le capacità del Genoa di lottare fino alla fine sono rimaste intatte incominciando dalla gara con il Bologna, altra gara da ultima spiaggia per gli avversari, da gestire come contro il Chievo, il Lecce e la Reggina: lasciare sfogare il Bologna e dopo colpirlo attraverso il suo  gioco con : VELOCITA’ , nel gioco di squadra e in quello singolo, mettendo in mostra il cambio di passo, per sfruttare al meglio le caratteristiche di Thiago MOtta, centrocampista dotato di un repertorio completo , con una falcata da quattrocentista,  con tiro di testa e di piede;  TECNICA,  con possesso pallone;  INTENSITA’, da esprimere per tutti i 95’ di gioco, portata da una mentalità offensiva e da uno spirito di sacrificio da parte di tutti i giocatori rossoblu, al quale non si dovranno sottrarre neanche le stelle. Il  Genoa in questo campionato ha vinto quando ha giocato ha ritmi più elevati di qualsiasi avversario,senza pause o ostruzionismi. A Bologna ci sarà anche Milito , ma il Vecchio Balordo,   senza le sue caratteristiche,  farebbe fatica con il Principe e senza il Principe !