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27
Feb
2009

CALCIO. SAMPDORIA FUORI DALLA COPPA UEFA

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La Sampdoria e’ fuori dall’Europa. Dopo la sconfitta dell’andata a Genova per 1-0, nella trasferta di Kharkiv la squadra di Mazzarri rimedia solo un’altro ko per 2-0 e cede l’accesso agli ottavi di Coppa Uefa al Metalist. Arrivati  alla sfida ucraina, con Cassano e Palombo rimasti a casa,  la speranza non  per problemi fisici,  e ben quattro Primavera al seguito, la gara dei blucerchiati dura praticamente solo mezz’ora, fino alla prima rete di Valyayev per i padroni di casa, con Jaja’ a chiudere definitivamente il discorso qualificazione 10’ dopo.

Sconfitta già scritta, e non dalle mancate convocazioni dei leaders blucerchiati, ma dalle parole dei dirigenti della Samp e di Mazzarri che da sempre avevano messo in risalto l’esiguità della rosa, e in  Ucraina, più che il numero dei giocatori mancanti nella rosa della Doria,  si è visto la mancanza di qualità delle riserve blucerchiate.

A tutto ciò bisogna aggiungere che la Samp esce dall’Europa non solo contro una squadra organizzata a tutti i livelli tecnici,tattici e fisici, ma anche per errori troppo grossolani nelle due partite dei suoi  difensori. Al Ferraris un gol regalato da Padalino, nell’ex Russia, tre difensori blucerchiati ( Campagnaro,Gastaldello, Da Costa), messi a sedere  da uno scambio tra due attaccanti del Metalist. Il secondo gol quello che ha chiuso tutti i giochi è arrivato con una punizione da 35 metri. Mirante bucato sarà crocifisso, ma sul quel campo ghiacciato non è stato il primo e non sarà l’ultimo ad essere fregato da un rimbalzo del pallone sul ghiaccio(basta seguire le competizioni europee).

Dalla Russia con amore,  non arriva per il futuro della Doria,   James Bond, ma il giovane Marilungo, unico  a tirare verso la porta del portiere del Metalist. Dopo Lens, Aalboorg e Metalist, la lezione dell’uscita dall’Europa  dovrà essere metabolizzata da parte della proprietà blucerchiata:  partecipare tanto per partecipare all’Uefa  non serve. Lo spirito del Barone De Courbertain  non è applicabile al calcio professionistico.
Questo spirito non è solo blucerchiato,  ma da dividere con tutte le altre  squadre italiane che hanno partecipato negli ultimi anni all’Uefa: per competere a livello europeo dove non ci sono più  squadre non organizzate, bisogna avere una rosa di almeno 18 giocatori titolari, più 4 o 5 riserve.
Il prossimo anno con gli euro in più  elargiti dall’Uefa,tramite i diritti collettivi venduti dall’organismo europeo, bisognerà che le squadre italiane si attrezzino fin dall’estate alla competizione che cambierà nome: Uefa European League.

Dall’Ucraina una lezione anche ai tifosi che vivono sotto la Lanterna: - 5 gradi, umidità altissima, ma sugli spalti dello stadio dei  “lavoratori del metallo” c’erano 27.000 paganti.
I mugugnoni diranno per giustificarsi di non andare al Ferraris: non c’erano i tornelli, i biglietti non erano nominativi, c’erano i botteghini,  non sono costretti a vedere la partita vicino a chi gli sta sulle balle,ecc.ecc., ma il risultato non cambierà:  almeno in Europa le squadre del cuore vengono seguite da vicino per spingerle alla vittoria, con Tv o senza TV .