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09
Mag
2012

Genoa e l'arbitro

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altL’autorità dell’arbitro: ogni gara si disputa sotto il controllo di un arbitro, al quale viene conferita tutta l’autorità necessaria per vigilare sul rispetto delle regole del giuoco nell’ambito della gara che è chiamato a dirigere. Ho sempre difeso la categoria arbitrale in tutte le situazioni di

falli, calci rigore, fuorigioco che vengono vivisezionati alla moviola: infatti, gli arbitri hanno solamente due occhi che generalmente guardano dove si svolge l’azione e dove c’è il pallone.
Tagliavento, per il suo comportamento nei confronti di Palacio e per il suo udito, è veramente impossibile da difendere, quanto meno da parte mia. La sua interpretazione o traduzione delle parole di Palacio mi è parsa un “j’accuse”. Più in particolare, come diceva Decourcelle, mi sembra che Tagliavento abbia adottato il “modo di difendersi abituale delle donne quando hanno torto”. In questi due giorni non sono riuscito a sapere se la frase successivamente riportata nel referto arbitrale (“… uomo di m…”) sia stata detta in campo anche a Rossi (capitano) e compagni e/o a fine gara al dirigente del Genoa. Se ciò fosse avvenuto, la difesa di Palacio da parte dei dirigenti del Genoa potrebbe essere stata pretestuosa così come inutile il ricorso d’urgenza presentato dall’amministratore delegato Zarbano.
Sono tornato sull’argomento perché il Genoa ha fatto ricorso alla Corte di Giustizia Federale ed anche perché un amico mi ha invitato a leggerela Gazzettadello Sport di ieri. Mi riferisco, in particolare, all’articolo sulla Moviola di Francesco Ceniti, che, quanto al cartellino rosso a Palacio, riporto di seguito integralmente: “… Rosso diretto a Palacio. Per un insulto (“uomo di m…”) che l’attaccante dice di aver diretto al compagno Moretti per una lite precedente. La dinamica, però, inchioda Palacio che si rialza di scatto dopo un contrasto con Basta, non fischiato dall’arbitro. L’offesa, quindi, sembra più una protesta fuori controllo dopo una punizione non chiamata”. Ora, bisognerebbe sicuramente chiedere a Ceniti su quale canale televisivo ha visto tutto ciò, perché l’unico replay di Sky viene interrotto dopo l’intervento di Basta prima che Palacio dica qualsiasi cosa e quindi non si vede con chi e quando abbia parlato. Tuttavia, a prescindere dai filmati consultati da Ceniti, si ha l’impressione che l’articolista della Gazzetta con sede a Milano abbia avuto qualche anteprima sussurrata. Da parte di chi? Francesco Ceniti, ottimo giornalista, come faceva a sapere già domenica sera quello che Tagliavento aveva scritto sul suo rapporto arbitrale che bisogna stilare in segreto (sottolineo “in segreto”) a fine gara? In altre parole, come faceva Francesco Ceniti a sapere in anticipo che l’offesa, che sarebbe stata riportata sul rapporto di Tagliavento, sarebbe stata “uomo di m…”?
I dirigenti del Genoa hanno saputo il contenuto dell’asserito insulto solo nel primo pomeriggio del Lunedì, quando hanno richiesto il referto arbitrale per potersi opporre alla Corte di Giustizia Federale! Visto che l’unico che, domenica sera, poteva sapere con precisione il contenuto del rapporto di gara era e doveva essere solo Tagliavento, la mia impressione è che il direttore di gara ternano sia incorso nell’ennesimo errore - permettetemi, pure grossolano - in questo pasticciaccio che ha privato e potrebbe privare il Grifone del suo migliore attaccante nel momento topico della stagione. Tra “andale, cagon” e “uomo di m…” vi è una bella differenza, ma difendersi da parte di Tagliavento dicendo qualcosa di diverso dalla verità - a conoscenza di quasi tutti i presenti sul terreno di giuoco del Friuli - non potrebbe far parte del dna di un arbitro. È evidente che ciò sarebbe veramente increscioso.
Tagliavento, per dare lustro alla divisa che porta e alla sua carriera da arbitro internazionale, prima di riprendere il giuoco (fermo per tre minuti), poteva interpellare il quarto uomo Mazzoleni e ovviare al suo grossolano errore. Nel pomeriggio, è mia intenzione intervistare Francesco Ceniti, cercando di capire o saperne qualcosa di più. Subito dopo invierò tutto il materiale raccolto alla Figc, agli arbitri e al Genoa, non tanto per far tornare a giocare Palacio contro il Palermo, ma per un senso di giustizia arbitrale che mi sembra sia stata fuorviata. Ovviamente, come ex arbitro, spero di sbagliarmi.( lino marmorato)