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14
Feb
2012

Genoa a Bergamo con rabbia

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alt Ripresa a Pegli con un Marino molto arrabbiato.Dopo una ventina di minuti di “scherzi a parte”, il video di Catania Genoa, il tecnico non ha fatto sconti a nessuno, stravolgendo il “menù” del dopo partita tra chi aveva

giocato e chi no, facendo svolgere lo stesso lavoro a tutti per due 2 ore. Nessun recupero dall’infermeria, ieri sera risonanza magnetica per constatare la guarigione di Moretti che potrebbe essere disponibile, se tutto fosse ok, per la panchina contro il Chievo. Squalificati per Bergamo Mesto e Kaladze. Rientrano Kucka e Costant dopo la punizione del Giudice sportivo.
Il Genoa preso a pallonate sotto l’Etna , ha subito l’occasione giusta mercoledì contro l’Atalanta, cercando di non fare nascere inutili problemi di disturbi mentali in trasferta. Il Genoa prende gol e fa dei buchi in trasferta non per colpa della mente ma perché i difetti strutturali della rosa rossoblu vengono a galla. Al Ferraris tutto viene sopperito dallo spirito e dall’ anima che i calciatori mettono in campo, fuori casa danno l’impressione di essere turisti “fai da te” del calcio. Marino se vuole riuscire nel suo intento di guarire il Grifone in trasferta, anche se non è nel suo dna , dovrà trovare oltre l’anima anche la fase difensiva della squadra , proponendo un Genoa da Ferraris ed uno trasferta, fino a che la squadra non abbia imparato a fare il proprio giuoco in casa e fuori casa. Blindare, chiudere la squadra in attesa della guarigione non è un disonore. Attaccarsi agli infortuni ed alle squalifiche non porta da nessuna parte. Che la coperta fosse corta in estate lo aveva denunciato Malesani, visti gli acquisti non andati a buon fine. Peccato che pur rifacendo nuovamente la squadra con i buoni innesti di Gilardino, Biondini, e Sculli si sia continuato sulla strada di non avere due giocatori per ruolo. Uno su tutti il vice di Gilardino, l’altro un difensore in grado di sostituire subito Dainelli, non facendo i conti con gli infortuni, i tempi di recupero dei cronici in infermeria, del Giudice sportivo. La speranza che Carvalho lingua o non lingua possa subito entrare negli schemi del Vecchio Balordo con i piedi e la testa. Brucia aver perso contro il Catania, brucia non aver mai tirato in porta contro la squadra di Montella senza difensori. Brucia aver permesso a Montella e al suo Catania di essere “troppo”.. . Attenzione al replay dell’Atalanta di mercoledì sera: gli orobici hanno una stessa caratteristica degli etnei : partire forte ad inizio di ogni tempo di giuoco, ed in particolare sulle corsie laterali con Schelotto.

La sconfitta del Genoa in Sicilia dovrebbe stare tutta nella differenza delle due difese : quella etnea attenta e quella del Genoa alta e sbandata. Se fosse questa la vera diagnosi della sconfitta del Genoa in Sicilia si potrebbero fare dei salti… Invece a freddo la differenza tra Catania e Genoa è stata fatta dal centrocampo. Quello rosa azzurro prima copriva la difesa e dopo ripartiva , quello rossoblu pensava solo a rompere, lasciando troppi spazi davanti ai poveri Mesto, Granqvist, Kalazde e Rossi, presi di infilata dai dribbling, ma soprattutto dai triangoli dei calciatori siciliani. Visti i 18 gol incassati in trasferta nelle ultime gare , tutti con stesso ritornello: difesa con i due centrali poco aggressivi, mancanza di scalature e diagonali a Bergamo Marino deve cambiare In questi casi la medicina più giusta è la difesa a tre. Giocare a tre in difesa , voler dire mettere i propri difensori uomo contro uomo con gli attaccanti avversari e responsabilizzarli. Il rischio della difesa schierata a tre è un rischio calcolato, perché come conseguenza si avrà un’ uomo in più a centrocampo o in attacco. Pensare che con la difesa a tre la squadra sia più offensiva è sbagliato. Quando si sceglie la difesa a tre lo si fa per coprirsi di più.

Qualcosa deve cambiare rivedendo a replay i 9 gol beccati dal Genoa in Sicilia. Neanche tra i dilettanti si vedono gol presi con difensori davanti agli attaccanti, su rilancio dei portieri commettere falli da rigore troppo elementari. Sulla massime punizioni contro i rossoblu (8), uno show di orrori dentro l’area davanti a Frey , Totò al giro d’Italia diceva : “sono pallido come un morto: mi alleno ! ( lino marmorato)