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28
Mar
2012

Genoa : la "coperta è corta".

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altRipresa a Pegli degli allenamenti con prove tattiche. Lavoro differenziato per Sculli, a riposo Moretti che non ha svolto gli esercizi con il pallone, Bovo pronto per la gara contro l’Inter, Granqvist e Kucka migliorano di giorno in giorno , pronti per la gara con il Novara

 alla vigilia di Pasqua, precauzioni per Antonelli, idroterapia per Costant. Marino le ha provate tutte nel primo allenamento che porta alla partita di domenica prossima contro l’Inter e continuerà , ma la coperta tattica rossoblu , come la giri la giri, e sempre corta. Per una delle prime volte da quando dirige un’ allenamento al Pio si è incazzato ed ha gridato . Provati i il 4 4 2 con Birsa e Jankovic sulle corsie esterne , il 4 3 1 2 e per finire il 4 3 3, ma Preziosi non c’era per fargli capire che sarà difficile da fare con Palacio. Il Codino , acclamato su Facebook con “ Palacio non si tocca”, non fa le due fasi di giuoco e farlo giocare largo sulla corsia laterale, sarebbe deleterio per l’unico della compagnia che in questo momento vede e sente la porta. Fra l’altro per attuare il 4 3 3 ai difensori laterali, provati ieri Alashan e Bovo per Moretti a sinistra e Mesto a destra competerebbe anche il compito di proiettarsi spesso in avanti senza

dimenticarsi che nel 4 3 3 deve giocare un play maker con spiccate capacità di regia. Nel 4 4 2 con i due mediani di peso e corsa occorre che il giuoco venga prodotto dagli esterni con molta gamba ed in grado di saltare il diretto avversario per creare superiorità numerica in zona gol. Anche nelle prove tattiche di ieri sono latitati i palloni giocabili per Gilardino, al centro dell’attenzione dei pochi tifosi presenti. Altro compito, faticoso di Marino visti i pochi miglioramenti , ridurre al minimo gli errori difensivi. Marino la passione del bel giuoco ce l’ha nel sangue, al tecnico di Marsala piacerebbe il giuoco di prima , “laccato” a centrocampo e sinfonico di tutta la squadra, ma difficilmente potrà poter imporre la sua filosofia in questo campionato. All’inizio della sua avventura in rossoblu parlò del modulo del Borussia Dortmund, dopo aver studiato in cassetta il vecchio il Vecchio Balordo e probabilmente ci aveva visto giusto prima del “mal di pancia” del Joker sull’utilizzo di Gilardino. Il 4 2 3 1 tedesco potrebbe funzionare anche per il Genoa perché tutto parte da un recupera palloni, da un calciatore che lancia subito i 4 d’attacco, con uno che deve allargarsi per li inserimenti da dietro e con il centravanti padrone dell’aerea di rigore nel finalizzare e creare giuoco.

Considerato che il traguardo fissato da tutti è la salvezza un’altra scelta tattica del tecnico rossoblu potrebbe essere mettersi tutti dietro , creare superiorità in mezzo al campo , aspettare l’avversario e colpirli in contropiede. Marino domenica avrà un compito in più , annullare la carica del nuovo allenatore “baby” Stramaccioni e da coloro che saranno utilizzati sul terreno di giuoco, che dovranno dare un segnale al deluso Presidente Moratti. Di Stramaccioni tatticamente si conosce solamente come ha sempre schierato le squadre giovanili a Roma e la primavera dell’Inter , sempre con il 4 2 3 1.
Stramaccioni non avendo mai incrociato nel settore giovanile una squadra del Grifo, sulla piazza genovese lo conosce solamente Michele Sbravati , responsabile del settore giovanile del Genoa, suo compagno di banco durante il corso di seconda categoria di Coverciano. Un altro che lo conosce è Gasperini, avendolo avuto a Crotone nella sua struttura di scouting. Il tecnico di Grugliasco aveva proposto al suo arrivo di chiamarlo sotto la Lanterna come osservatore perché vedeva bene le partite . A proposito di “scouting” e struttura genoana, un giorno bisognerà chiedersi se è sempre efficace ed efficiente come quando il Vecchio balordo risali in serie A. Visti i risultati, non solo calcistici… di qualche giocatore della prima squadra sul campo, sembrerebbe di no ! ( lino marmorato)