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13
Set
2010

GENOA CHIEVO. SCONFITTA MERITATA DELLA SQUADRA ROSSOBLU

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Genoa Chievo 1 a 3 .Sconfitta  meritata della squadra rossoblu. Genoa Chievo un film già visto alla vigilia . Sarebbe stato difficile per  Gasperini e la  sua band affrontare alla seconda di campionato i clivensi.
Il Chievo non cambia modulo di giuoco e quasi anche formazione da almeno tre anni.
Pioli il nuovo tecnico del Chievo non ha


cambiato nulla rispetto al passato ,  ha fatto sfogare per 25’ il Genoa e dopo ha  sottratto le chiavi della partita al centrocampo rossoblu e a Gasperini.
La più grande dote del Chievo era ed è  sempre stata  la sua razionalità.
I clivensi contro il Grifo hanno fatto la stessa identica partita giocata domenica scorsa contro il Catania dimostrando  la solita capacità di riorganizzarsi nei periodi  bui  della loro  gara  lasciando sfogare gli avversari  e grazie a questa peculiarità i veneti sono riusciti a  poco  a poco a sottrarre il dominio della partita all’antagonista.
Il Genoa e Gasperini hanno contribuito ad   aiutare il Chievo Verona a salire in testa alla classifica alla seconda giornata di campionato.
Le scelte tecniche e tattiche di Gasperini hanno fatto discutere tutti i presenti al Ferraris, e non sono state capite neanche dal Presidente Preziosi quasi sbalordito di ciò che aveva visto .
Scelte tecniche: dentro subito Kalazde al posto di Moretti, con un solo allenamento in rossoblu nelle gambe e per di più  l’ultima volta che aveva giocato in  una  difesa a tre risaliva al   2001 ai tempi di Zaccheroni al Milan.
Chico  e Kharja in panchina, reduci da infortuni, e Zuculini in tribuna. All’inizio del secondo tempo fuori Ranocchia dentro Kharja, rientrato in gruppo la scorsa settimana dal lungo infortunio a centrocampo , Rossi terzino e Chico sempre  in panchina.
Altra scelta tecnica cambiare tre volte l’assetto del centrocampo. Milanetto Rossi all’inizio della partita, Milanetto Kharja ad inizio ripresa, Veloso Kharja a metà della seconda parte della partita. Scelte che profumano di rimandatura da parte del tecnico a vecchi e nuovi del centrocampo rossoblu.
Tatticamente giocare il 3 4 3 ,modulo perfetto se permette di non indebolire la zona di campo dove si deve conquistare il pallone , non ha dato i frutti sperati.
In un momento  di apprendistato tattico  ed anche  di non  brillantezza fisica di  alcuni elementi e contro una squadra organizzata come il Chievo,  sarebbe stato più  utile giocare con una difesa a quattro giocatori anche alla luce della rosa a disposizione del tecnico rossoblu e che aveva fatto bene  ad Udine alla prima di campionato non prendendo  gol e concedendo poco agli attaccanti friulani.
Della vecchia guardia conosciamo pregi e difetti, ma  i nuovi  arrivati per giocare nel campionato italiano, specialmente per  quelli  a centrocampo, la dote principale è  avere tecnica, resistenza e velocità. Il calcio si parla con i movimenti, troppo veloce per poter pensare.
La conoscenza di tutti i movimenti della squadra deve partire da ciascun calciatore,  bravo ad usare la  movenza giusta  per affondare il colpo ma  anche non
subirlo: il gol di Marcolini con Rossi che fa una diagonale di 50m per contrastare Pellissier e Rafihna che  sbaglia la sua diagonale ne è la  foto della mancanza  di conoscenza  di movenze tattiche  degli ultimi arrivati ma  non solo dell’ultimo arrivato dallo Schalke 04
Gli altri due gol incassati dal Grifo:  autorete di Dainelli e l’altro nato da un  errore di Veloso a centrocampo fanno parte del giuoco, anche se il portoghese dovrà capire alla svelta.(scusate  mi  ripeto),  che il calcio nel campionato italiano è  troppo veloce per poter pensare. 
Dopo essermi stropicciato gli occhi  per i 25’ del primo tempo  parlare a posteriori è facile,  ma la foto sbiadita del grifo contro i clivensi che mi è rimasta dentro è quella appena descritta. Spero, anzi sono quasi sicuro, di non vederla più.
Non mi sono dimenticato del rigore su Sculli e neanche di quello   su Bentivoglio nel primo tempo, difficilmente li vedremo  dare nel futuro  di questo campionato.
Il timone degli arbitri è passato da Collina a Braschi  e all’ex fischietto di Barberino di Mugello i mezzi rigorini non sono mai piaciuti e non li ha mai concessi.
Inutile chiedere pazienza, la sconfitta contro il Chievo brucia e qualche piccolo   temporale all’orizzonte rossoblu potrebbe scoppiare.
Parma e Fiorentina le prossime partite,   si presentano già come esami per tutti.