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06
Gen
2011

GENOA LAZIO 0 A 0 DA BEFANA

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Genoa Lazio 0 a 0 . Risultato ad occhiali , giusto, perché equamente diviso tra le due squadre che hanno  catturato  un tempo a testa per cercare di vincere la partita.
Per la Lazio 0 a 0 dopo 14 mesi,  per il Genoa continua il digiuno del gol tra le mura amiche.
Partita equilibrata solamente perché i Laziali hanno colpito un palo con Hernanes nel secondo ed una grande parata al primo minuto di giuoco di Eduardo, ma il Genoa nel secondo è piaciuto di più.  Al  Vecchio Balordo è   mancato  solo il gol ed il solito pizzico di “Julio”  per incoronare i più belli 25’ di giuoco dell’era Ballardini.
Il Genoa nel primo tempo non ha giocato con tranquillità, non tanto per la paura della  Lazio, ma soprattutto  delle quattro sconfitte casalinghe patite in precedenza .
Partita tattica e Ballardini dopo 40’ di giuoco,  ha trasformato il 4 3 1 2 in 4 4 2 più duttile e da corsa, che ha dato buoni risultati nel secondo tempo.
Jankovic spostato a sinistra nel centrocampo è stata la scintilla di un buon  giuoco rossoblù dal 45’ di giuoco.
Nella calza della Befana il Genoa ritrova quindi  Jankovic, e la fase difensiva Kaladze e Dainelli sono stati colonne insuperabili anche per l’attacco mobile biancoceleste.
Bravo il centrocampo genoano a frenare le accelerazioni micidiali della squadra di Reja , quando ha incominciato a capire che Ledesma,  Mauri ed Hernanes non erano i mostri descritti alla vigilia.
Da lodare il Capitano Rossi  che giocato un’altra partita con un’infiltrazione al piede.
Il carbone per l’ennesima volta al Grifo  bisogna darlo alla scarsa efficienza nel creare giuoco dalla trequarti  in su    e nel giuoco offensivo.
Ingiusti i fischi a Luca Toni,  reo solamente di non aver  realizzato una rete, tuttavia efficace per il giuoco della squadra e per esaltare le doti del giovane Destro, non più una sorpresa, ma un calciatore che migliora di partita in partita.
A fine partita, subito,  il Presidente Preziosi  non ha voluto lasciare  dichiarazioni per il freddo  , dopo un’ora dalla fine della gara non ha parlato dalla rabbia.
Al termine della gara c’è stato un  colloquio con Luca Toni ed il suo procuratore, sembra che il bomber mundial abbia ribadito la volontà di andarsene, non tanto per i voti natalizi del Presidente , più  per i fischi e le parolacce che gli sono arrivate in occasioni di alcuni gol ciccati e soprattutto quando ha fatto il  fair play (inutile) in zona recupero con il Genoa lanciato  in zona   attacco,  per  un giocatore della Lazio a terra a 40 metri di distanza.
Bisogna ribadire che i fischi a fine partita alla squadra , oltre a  lasciare perplessi visto il secondo tempo , non hanno  riscaldato la squadra.
I nostalgici della zona Champions estiva adesso devono avere l’intelligenza di remare tutti dalla stessa parte e portare il Grifo alla svelta  in zona salvezza .
Il calcio mercato invernale non farà fare voli pindarici al Grifone  ma tuttavia  se si  faranno   gli acquisti giusti a centrocampo  qualche soddisfazione potrebbe arrivare, anche se non arriveranno giocatori dal nome squillante in altre zone del campo.
Il buco del Genoa partita dopo partita  è nel cuore del giuoco e non in altri settori.
A proposito di buco,  se va via Toni non bisognerà fare l’errore di ricoprire  il pertugio,  come succede nelle strade della città con un “tapullo” o una scommessa… 
La mezz’ora di buon  giuoco del secondo tempo  deve essere il trampolino di rilancio  del Genoa iniziando dalla trasferta romagnola  contro il Cesena di domenica prossima. 
 
 ( LINO MARMORATO)