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30
Gen
2012

Genoa Napoli 3 a 2 .Opera roch rossoblu

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altPartita da Grifoni in tutto e per tutto.Nel giorno del gemellaggio trentennale tra Genoa e Napoli e il ricordo di Spagna,la squadra di Marino ha offerto una buona giornata di musica rock fatta da tutta l’orchestra, contro i tenori di Mazzarri. Il Vecchio Balordo spadroneggia per 70 minuti , si

perde in 4 minuti , lotta e porta in porto un risultato che non fa una grinza. Solamente il solito spocchioso Mazzarri poteva dire che il pareggio era il risultato più giusto. 21 dicembre 2011 Napoli Genoa 6 a 0 , 29 gennaio 2012 Genoa Napoli 3 a 2 . Cosa è successo in 37 giorni ? Nel Genoa in più giocavano: Kucka, Biondini, Sculli, Palacio, Gilardino, mentre nel Napoli in meno: Cavani su tutti, Maggio , Inler. Adesso possiamo sfogarci a parlare di moduli ed allenatori, ma la differenza nel calcio è sempre fatta dai calciatori. Per i “vedi Napoli e poi muori “ di fede rossoblu per non godersi la vittoria contro il “ciuccio”, il lampo sarà: giocava il Napoli 2.

Le ultime analisi sulla squadra dell’ambizioso De Laurentis sono chiare : i limiti strutturali in alcune zone del campo sono evidenti da tempo. La scelta del tecnico di correre per la Champions e la Coppa Italia è giusta. Bravo Marino, quando sceglie l’unico criterio utile nella preferenza dell’assetto tattico: la superiorità. Contro Udinese e Napoli, ma anche a Palermo, fino a quando la difesa non ha sbragato, aveva deciso dove avere la superiorità numerica: oltre la metà campo prendendosi dei rischi, che non sempre pagano. Bella l’identità tattica del Genoa che non ha soggezione di nessuno. A Marino piace questo 4 4 2 mascherato in fase offensiva in un 4 2 4 di qualità. Diversità importanti contro il Napoli, Kaladze in difesa, esperienza ed organizzazione, che non si “pesa” (importante non lasciarlo uno contro uno in profondità), Kucka nel mezzo, oltre che carro armato anche mezzala modello Slovacchia.

La chiave della partita: grifone compatto tra i reparti in grado di recuperare palloni , e l’aver tenuto sempre la squadra alta, anche in difficoltà. . L’idea del 4 2 4 di Marino ha funzionato più a lungo che contro il Palermo, ma oltre all’idea si è visto dello spettacolo di calcio. Chiavi della partita ce ne sono parecchie: aver neutralizzato le corsie laterali con Sculli e Jankovic che attaccavano in maniera quasi sistematica Zuniga e Dossena. Mazzarri con le corsie occupate ha provato al utilizzare i corridoi centrali, ma Kucka e Biondini sono stati bravi a non far verticalizzare i centrocampisti azzurri. Frey ha confermato la sua costanza di rendimento, Kalazde e Granqvist hanno dimostrato di essere la coppia centrale difensiva meglio assortita della rosa rossoblu. Bravi e rocciosi i due centrali a difendere in modo pulito non procurando regali con falli dal limite. Granqvist è bravo, stupisce tuttavia che non riesca a far sfruttare i centimetri di altezza che madre natura gli ha regalato, facendosi impallinare sui palloni alti.: il gol di Cavani è fotocopia di quelli siciliani , con Mesto in ritardo nella diagonale. Mesto e Moretti tanto mestiere sulle corsie laterali, meglio in fase difensiva . Il modulo di Marino li vorrebbe come centrocampisti aggiunti anche quando sono in

possesso di pallone gli avversari, sarà difficile vederlo. Alla difesa rossoblu manca un calciatore che dia un contributo all’impostazione del giuoco. A centrocampo le novità più belle: il ritorno di Kucka e la conferma di Biondini. Finalmente Kucka oltre a fare legna davanti alla difesa ha cercato di dare un contributo tecnico, proponendosi nei triangoli in attacco. Lo slovacco nuovamente un “carro armato” grazie a Biondini un mastino intelligente che non vai mai in riserva. I due si sono integrati quasi a perfezione non facendosi mai trovare fuori posizione. Sculli Palacio Jankovic partita di sacrificio, di sostanza e di qualità. Sono stati i primi portatori di pressing e quando qualcuno da dietro accendeva la luce del passaggio, essendo dotati di ottima tecnica si esprimevano con delle combinazioni di giuoco, inserimenti e smarcamenti senza pallone. Gilardino terminale unico della squadra , arrivato come predatore d’area ha dimostrato di essere un vero centravanti che sa tenere il pallone, far salire i compagni e fornire assist che chiedono di essere solo finalizzati. Il suo arrivo le sue giocate valorizzano ancor di più il giuoco, la classe di Palacio, rispetto ad inizio campionato , prendendo meno botte dai centrali avversari. Secondo tempo al cardiopalma annunciato, bastava guardare la composizione delle due panchine. Gli errori contro il Napoli non sono mancati, ma il risultato ti permette di correggerli con calma.

Preziosi ha annunciato a fine gara che arriva un difensore, un mediano tra Pazienza o Belluschi e può darsi Cerci. Chi uscirà entro Martedì 31 alle ore 19 ? Il difensore è Roger Carvalho difensore centrale e volante della Figuerense squadra brasiliana . Arrivato a Genova con Davide Lippi il suo agente che lo ha descritto: calciatore destro con i piedi buoni e alto 1.85, bravo nell’impostare l’azione da dietro. A giudicarlo sarà il campo , la speranza che si adatti alla svelta al campionato italiano, non facile per i calciatori di oltre oceano, durante il mercato di riparazione. Ma mai dire mai ! Dentro il brasiliano fuori Dainelli ?. Tra l’arrivo di Pazienza e Belluschi la considerazione è semplice. Se parte Kucka è meglio Pazienza altrimenti da preferire l’argentino più mezzala che mediano. Cerci continua a piacere al Joker e se la soluzione tattica di Marino fosse quella vista nelle ultime partite sarebbe bene accetto. Il Genoa alla “GaspeMari” dovrà giocare le partite in 14.( lino marmorato)