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26
Mar
2012

Genoa Fiorentina2 a 2 . Quinta domenica di Quaresima

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 altBrutto pareggio anche se è comunque utile per la squadra rossoblu.Grazie a Palacio come successe contro  il Parma il 25 febbraio scorso con il gol allo scadere, non è iniziatala Via Crucis del Grifone. D’accordo che giocare con questa classifica nessuno può stare

sereno, ma giocare senza nerbo, con poca grinta come ha fatto il Genoa conla Fiorentinanon può fare felice nessuno (4 gialli ai toscani 0 al Grifo). Malesani e Marino non sono riusciti a dare una fisionomia , una identità tattica alla squadra , non per demeriti loro: la vera crisi del Genoa è la modestia del gruppo. A questo punto più che il modulo contano i giocatori. Adesso dentro lo spogliatoio del Genoa, anche con il traduttore per ogni lingua, tutti devono capire la difficoltà del momento guardando la classifica, e non cullarsi sui risultati degli altri, incominciare a guardarsi alle spalle, fare punti per non assottigliare ulteriormente i margini di sicurezza esistenti ad oggi.

Molti calciatori del Genoa non vivono con la consapevolezza del calendario , delle squadre da affrontare , molti non sanno cosa vuol dire retrocedere o andare in Europa e tutto ciò si capisce perché in pochi credono nel lavoro della settimana, che è svolto invece come se fosse una “routine”. Un Genoa così assente, qualche volta, scollegato sul campo come controla Fiorentinanon era prevedibile alla vigilia, vista l’importanza della posta in palio, anche se la partitella giocata in settimana poteva essere un campanello d’allarme . Contro una Fiorentina in crisi , non in viola ma in giallo per volontà della tifoseria non essendo meritevoli di indossare i colori sociali, pur essendo un solo punto sotto il Genoa, con una squadra in ritiro da Lunedì scorso, uno spogliatoio contro l’allenatore che gli ha quasi imposto di giocare con i vecchi e il 4 4 2 , un direttore sportivo licenziato in tronco, un tecnico che schiera un giocatore (Marchionni) che ha giocato solamente 42’in questo campionato perché

fuori rosa per motivi economici, con un Jovetic poco jo-jo e con qualche kg in più, Amauri tanto fumo e poco arrosto, e una difesa viola lenta, i giocatori del Genoa dovevano dare qualcosa di più sul piano dello spirito, della grinta e dell’intensità, per di più di fronte alla “mamma”. Il Genoa 2011/2012 è la squadra degli equivoci. Gli unici moduli utilizzabili sono quelli che prevedono Palacio e Gilardino davanti perché Palacio non fa (meno male) le due fasi di giuoco; Veloso in campo, non era non è e non sarai mai un fulmine di guerra , non viene mai aiutato dai compagni che difficilmente giocano senza pallone, non riesce mai a dare geometrie e sostanza alla costruzione del giuoco; il centrocampo muscolare ha giocato un primissimo ruolo nei piani tattici di Marino, ma senza un vero play in mezzo al campo la manovra riusciva solo per l’ottimo lavoro fatto sulle corsie laterali da parte di Sculli e Jankovic, che però non hanno dato continuità; Jorquera o Belluschi(bello il suo primo gol italiano) bei soprammobili che portano scarso contributo con continuità alla manovra; difesa quasi sempre , in braghe di tela con qualsiasi modulo: 51 gol incassati e molti in fotocopia con colpe da dividere per la scarsa copertura con gli altri di centrocampo ed errori dei singoli: quello di Natali della Fiorentina il più lungo della compagnia libero e solo di colpire di testa senza saltare al centro area rossoblu è la foto degli altri gol presi su palloni inattivi.
Per la scarsa prestazione di Gilardino si ha la speranza che tutto dipenda dalle non buone condizioni fisiche e non dai commenti… al veleno dei cronisti fiorentini presenti al Ferraris. Marino le ha tentate tutte , ma qualche “alchimia “ tattica come la sostituzione di Rossi e Veloso con Jorquera e Sculli controla Fiorentina poteva anche non azzardarla. I cambi hanno permesso alla Fiorentina di riprendere il filo del giuoco perché non c’era più un giocatore rossoblu che riusciva ad interdire sul portatore di pallone dei viola. Meno male che a pareggiare la situazione ci ha pensato Delio Rossi, facendo uscire Amauri e tenendo in campo Marchionni per70’di giuoco. Con i se ed i ma non si va da nessuna parte diceva il professore, per di più a posteriori, ma se il tecnico di Marsala avesse impostato il Genoa con il 3 5 2 , considerato che la Fiorentina giocava con una sola punta con una centrocampo composto da Mesto, Rossi, Veloso, Biondini, Sculli , avrebbe sofferto lo stesso nel cuore del giuoco ?
Adesso considerato che Marino, come Malesani, non può sparare alle aquile con le fionde, anche se non ci sono più ambizioni e sogni dovrà far capire a tutto lo spogliatoio le motivazioni di questo finale di campionato, prima che lo facciano altri, mostrando soprattutto il calendario dei primi 15 giorni di Aprile: Inter a S.Siro il giorno delle Palme, in casa del Novara alla vigilia di Pasqua, successivamente turno infrasettimanale casalingo con il Cesena e sabato pomeriggio in casa del Milan. Il Genoa deve fare punti e non continuare ad essere…”mollo” ! Le prestazioni non contano nulla ai fini della classifica !( lino marmorato)