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17
Gen
2011

GENOA UDINESE. PATATRAC AL FERRARIS

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Genoa Udinese 2 a 4. Patatrac rossoblu .  Al  Ferraris è bastata un’Udinese normale per strappare i tre punti ad un Genoa tremendamente ingenuo in fase tattica.  Udinese che non vinceva al  Ferraris da 28 anni. La vittoria in casa rossoblu non arriva al Ferraris dal 10 novembre scorso  e i goal sono tornati , tragicamente assenti,  sempre da quella data.
Indipendentemente da  tutti gli errori dei singoli,dell’arbitro e dell’assistente numero uno Petrella, tatticamente,  dopo aver visto mercoledì scorso Kharja opporsi a Maicon non avrei mai pensato di vedere nel pomeriggio nero rossoblu giocare i  primi sette minuti iniziali Jankovic opposto a Isla.



Ballardini poteva mettere subito in campo un buon 4 4 2 da corsa invece che  tenere Mesto in panchina più  che riposato a S. Siro in Coppa Italia.
Il tecnico del Genoa si è ravveduto subito,  dopo due discese del cileno, spostando Jankovic a destra e Rossi a sinistra, migliorando la prestazione della squadra che ha prodotto giuoco e tiri,   e non concedendo il primo tempo agli avversari come successo nelle precedenti gare.
Tamponata e bene,  la fascia sinistra,  con il Capitano che a  costretto l’Udinese schierarsi con 4 giocatori in difesa , si è aperta  contemporaneamente la falla a destra dove Arnero e Asamoah hanno  messo nel mezzo  Bosko e Rafinha.
La mossa di  Rossi a sinistra , la difesa schierata a 4 giocatori dell’Udinese ha permesso al Genoa di riprendere il  possesso del centrocampo,  con un buon Kucka che copriva adeguatamente Milanetto davanti alla difesa.
Solamente un lancio lungo di Pinzi per Armero ha fatto saltare il castello tattico di Ballardini.
Chico   imballato dalla lunga assenza ha fatto la figura del “toro” con Armero fuggito in contropiede: bastava solamente accompagnarlo sull’esterno per non farlo nuocere.
Genoa a testa bassa ha  pareggiato  con Milanetto, l’ultimo ad aver fatto gol al Ferraris contro il Bologna all’undicesima giornata di campionato ,   ,  all’ultimo minuto del primo tempo.
La speranza,( non solo mia) , che il solito “Vov “  delle precedenti partite avesse caricato Ballardini per il  cambio di  Mesto per Jankovic, nell’intervallo, è stata vana.
No:  i cambi per Ballardini , dopo gli insegnamenti di Liedholm, allenatore dal “61 al 97”,   sono un tabù:”un’ allenatore meno interviene meno sbaglia”. Questa filosofia del Barone  non sembra possa essere applicata  nel calcio attuale .
Per gli  altri  gol dell’Udinese nel secondo tempo  ci sono tante responsabilità dei singoli (Eduardo, Chico, Criscito in difesa ), Palacio e Mesto che perdono il pallone ingenuamente in avanti ,  sono soprattutto  figli di  una mancanza di equilibrio tattico tra fase offensiva e difensiva.
La forza del Genoa nel primo tempo dopo il gol di Armero è stata quella di aver tolto tranquillità ai friulani, non  concedendogli mai l’iniziativa per poter sviluppare il loro abituale giuoco che ormai, quasi tutti, conoscono a memoria.
L’equilibrio  tattico rossoblu nel secondo tempo è saltato anche per la mancanza dei cambi adeguati: Kucka per finita benzina,  Sculli nascosto dietro i difensori , Jankovic, sempre in balia degli esterni avversari,  dopo una decina di minuti dovevano andare a fare la doccia, non per colpa loro, ma per la loro scarsa attività svolta negli ultimi mesi.
Veloso un problema ? Certamente se non è in grado di giocare ai ritmi dello slovacco visto nel  secondo tempo per almeno mezz’ora !
I cambi di Ballardini non hanno sortito effetti: Palacio per Destro , subito dopo  ringalluzzito dal gol, Palacio per Sculli, appariva più logico anche se Destro fino al  gol si era  bisticciato con il pallone;  Rossi, affaticato , pieno di adrenalina per Mesto sedato dal mancato impiego in precedenza, hanno  confermato  la filosofia del Barone…
Questo Genoa “mutante” in piena campagna acquisti di riparazione può aver causato il patatrac contro l’Udinese, ma i calciatori  da “fantascienza”(esclusa la vecchia guardia) solo negli ingaggi,   visti contro l’Udinese  dovrebbero farsi un  esame di coscienza   cercando di  capire perché i friulani correvano di più e arrivavano prima sul pallone.
Preziosi dice che a fine gennaio il Genoa sarà più forte. Bisogna crederci  ed aspettarlo, anche se i tempi potrebbero essere più lunghi, non per il  recupero dagli
infortuni , per l’ inserimento in squadra, dopo un’adeguata preparazione sul campo e non al Riattiva di Chiavari,  per non vedere  pericolose ricadute.
Calciomercato:  da quando esiste il calcio, pur con tutti i cambi  tattici , di  giuoco , di  tecnica individuale, di preparazione,  ci sono sempre stati ruoli che sono sempre  stati fondamentali per le fortune e le sfortune delle squadre : portiere e centravanti,   per quanti sotterfugi   possano trovare dirigenti e allenatori.
Il trequartista serve se è veramente buono e dispensa assist e fa dei gol, altrimenti…
In piena campagna acquisti , in una giornata di sole, con gli under 14 che entravano gratis, con la possibilità di portare le famiglie senza alcun pericolo , con le biglietterie aperte fino alle 15, sarebbe stato bello vedere qualche spettatore in più dei soliti 19358 abbonati e dei 2.090 paganti che hanno prodotto un’ incasso di 43.561 euro…
A Voi le debite  conclusioni che dovrebbero però andare a pari passo con le critiche.
Difficile con questo andazzo pretendere che non si venda …per sopravvivere e trovare la quadratura del pallone !
 ( LINO MARMORATO)