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02
Gen
2012

Genoa . Viva Marino Viva Gilardino

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altBabbo Natale rossoblu in un colpo solo ha portato al Pio Signorini il nuovo allenatore Pasquale Marino ed il bomber  Alberto Gilardino. Preziosi è stato colpito dalla sconfitta di Napoli, forse più dei tifosi ed intelligentemente ha fatto subito ammenda non perdendo tempo per gli errori di sopravvalutazione fatta in estate di

 alcuni elementi della rosa, come tanti genoani, che difficilmente lo ammetteranno , credendoli di un più alto spessore tecnico. Il coraggio della famiglia Preziosi è quello di ammettere i propri errori e pagare le scelte sbagliate sulla loro pelle e con il proprio portafoglio. Marino si è presentato bene, non perché ha aperto le porte del Pio Signorini, dicendo subito, che per adesso navigherà a vista dovendo valutare i calciatori a disposizione che dopo darà gli obiettivi ed il sistema di giuoco. Gilardino è arrivato , ma il tecnico di Marsala , anche se ha affermato che per un bomber di razza non ci sono problemi di modulo , dovrà trovare la soluzione giusta per


non fare soffrire la squadra finalmente con un centravanti. Il Genoa con qualsiasi allenatore attualmente ballerebbe nel mezzo del campo in fase di non possesso pallone, mancando di filtro, fisico, ed in fase di attacco , anche di costruzione di giuoco. Il calcio è semplice con qualsiasi allenatore seduto in panchina: per vincere, oltre che giocare bene, bisogna sapere e capire sapere quando attaccare e quando rallentare il ritmo e tenere il pallone. Per ottenere risultati non bisogna regalare tanti palloni nel cuore del giuoco agli avversari se non si vuol inseguire: vincono le squadre che si fanno rincorrere e non viceversa . Se decidi di aspettare l’avversario lo devi azzannare con il pressing e le ripartenze. Si leggono , si sentono formazioni future genoane “made” Marino, con tanto di schemi e nomi , con qualcuno che deve sempre partire da sottozero (Rossi) e dopo regolarmente in campo. Molti parlano del 4 3 3 o 3 4 3 e come unico obiettivo attaccare. Marino se vorrà far giocare Palacio, Gilardino e Ze Eduardo in attacco, visto le loro caratteristiche non solo tecniche ma anche caratteriali(pigri) nel rientrare, dovrà mettere su un centrocampo di tre mediani all’antica. Trapattoni per supportare Causio, Bonninsegna e Bettega usava : Furino, Tardelli, Benetti; Ottavio Bianchi allenatore del Napoli di Careca Maradona e Carnevale utilizzava a centrocampo Di Napoli, Romano e Bagni.

All’attuale Genoa mancano i tre cursori . Marino probabilmente ricorrerà al “vantaggio dell’idea” del professor Scoglio mettendo nel suo tridente d’attacco un esterno di corsa e di polmoni. Marino come Scoglio se non vorrà fare “poesia ma verticalizzare” il giuoco . Marino difficilmente adotterà il trequartista esterno nel tridente, l’esperimento non è andato a buon fine al suo arrivo a Parma con Giovinco. Marino alla presentazione ha anche nominato parecchie volte Gasperini consapevole che dopo l’uscita del tecnico di Grugliasco la forza del Genoa non è stata più legittimata dall’intero ambiente per mancanza di giuoco e di risultati, aprendo gli occhi… a tanti detrattori del Gaspe. Gilardino chi lo può giudicare per quello che ha fatto in carriera ai portieri avversari scagli il primo pallone. La speranza di tutti, che l’aria di mare per la prima volta in carriera el’Europeo alle porte faccia dimenticare alla svelta le scorie viola: due gol in 12 partite di campionato non sono nel suo dna. La sua esperienza , la sua intelligenza calcistica gli faranno capire che se continuerà come in toscana ai limiti dell’imbarazzante lentezza, aspettando solamente il pallone sul primo palo, oltre che non fare le fortune del Vecchio Balordo, dovrà dimenticarsi del suo maestro Cesare Prandelli che lo aspetta a braccia aperte. Basta una scintilla per Gila come per Kucka dopo essersi messi alle spalle i rimasugli dei mancati trasferimenti estivi e se dovesse accendersi , dovrebbe far fare il famoso salto di qualità al Grifone atteso da tempo. Voglio ringraziare Malesani , anche se non capisco la tattica suicida di Napoli. Per tale motivo è giusto che sia stato accantonato, non per il risultato ma per la prestazione, non solo della squadra. Malesani vivendo tra Pio e Varazze probabilmente adesso avrà capito che ai genoani non è mai piaciuto far divertire gli avversari. Non condivido tutte le fantasy su Malesani e la storia dell’allenatore che si castra per fare un dispetto alla moglie, non ha mai retto nel calcio. Probabilmente Malesani durante quella conferenza stampa del “Io non sono mollo” è stato preso solamente come un comico , invece alla base di quel messaggio, c’era una profonda rabbia e senso di frustrazione per ciò che stava accadendo al Genoa, tutto è sfociato nella partita con il Napoli.

A fine campionato anche il tecnico veronese potrebbe essere ringraziato per aver evidenziato in modo quasi scellerato tutti i difetti da correggere del Grifone 2011/2012 prima parte. Malesani ha fatto 21 punti , il 50% della quota salvezza ed a ragione non di “culo” e senza un centravanti, a Marino il compito di fare altri 20 punti nelle prossime 16 gare e nelle altre restanti cercare il salto in classifica auspicato da tutti. Marino bisogna farlo lavorare con calma , non giudicandolo alle prime partite, anche se Lui come tutti gli altri dovrà misurarsi con l’unico “totem “ indiscutibile del calcio genoano: il risultato. Calcioscommesse: sono nauseato per questo cancro calcistico con tante metastasi. Chi ha sbagliato a giocare sulla pelle dei tifosi, deve pagare. Amo la verità ed aspetto gli esiti finali dei processi prima di esprimermi ed auspico che facebook, youtube non diano assist con processi per conto della “rivolutweet, ” con onirici spunti, a giudici calcistici che devono decidere in poco tempo e senza prove , prendendo spunto per far male al Vecchio Balordo, come già successo nel passato. ( lino marmorato)