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21
Set
2007

I DANESI DELL' AALBORG FANNO LO SGAMBETTO ALLA SAMP

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I danesi nella prima gara di Coppa Uefa, fanno lo sgambetto alla Samp.  La Samp si deve accontentare del pareggio contro i Danesi dell’Aalborg, squadra molto più insidiosa di quanto ci si  attendeva alla vigilia. 2 a 2 il risultato , difficile da ribaltare al ritorno,  la squadra di Mazzarri dovrà vincere o  pareggiare con almeno  tre gol di scarto, da 3 a 3 in su. Partita non giocata bene  dai blucerchiati  con una manovra troppo imbottigliata al centro e le corsie laterali latitanti in mano ai nordici.

Tatticamente da rivedere. Tre difensori di ruolo contro un solo attaccante avversario,  Montella, l’uomo in più dei blucerchiati quando è entrato in campo, utilizzato a 25 metri dalla porta non ha lasciato il segno, eccetto l’assist  a Bellucci del pareggio,e  le corsie laterali è un difetto da inizio campionato, sono  i nei

Altro dubbio  blucerchiato la psicosi dei gollonzi e del portiere Castellazzi, sfortunato ma bucato da lontano. A Marassi in molti bisbigliavano l’ingaggio di Pagliuca, libero svincolato,  che non vede l’ora di tornare in campo.
Oltre il pareggio la Samp deve mettere sul conto della bilancia l’ennesimo k.o.di Volpi uscito in barella,reduce  da un incidente non avrebbe dovuto giocare, ma l’evolversi della gara contro i danesi hanno costretto Mazzarri a sostituire Zenoni con il Capitano.

La Samp pensava, non di fare un sol boccone dell’Ab, ma liquidare alla svelta la pratica si!
Tutto ciò non gli è riuscito e la partita tirata per oltre 90’ alla ricerca della vittoria è un’altra beffa per Mazzarri che oltre lo spirito dovrà ricaricare anche le pile in vista del derby di domenica sera.

Si gioca troppo e spesso, non ci si allena e durante la settimana e  il gioco latita, dice Sacchi.
Può darsi che abbia ragione visto quello che hanno combinato le squadre italiane in Uefa, tutte hanno  faticato.
La Champion è un’altra realtà, ci sono altre rose a disposizione degli allenatori, alla lunga chi farà più fatica saranno le romane e non le milanesi.

                                              Lino Marmorato