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17
Dic
2010

MORGANTI E QUEL DERBY DEL MAGGIO '09

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Nella gelida serata di Budapest la Sampdoria rimedia una sconfitta per 2-0 e torna a casa potendo finalmente concentrarsi solo sul derby. Decide la partita la doppietta di Kabat, che sfrutta l'inesperienza di una squadra con ben 5 elementi della Primavera negli 11 titolari, tra i quali si distingue per le buone doti di palleggio Pedro Obiang. Il resto della truppa a Bogliasco ha disputato una sfida in famiglia contro gli Allievi Nazionali, tutti a disposizione di Francesco Pedone tranne Semioli e Cacciatore, che continuano la loro riabilitazione a parte.

La sentenza del lodo arbitrale sul caso-Cassano (sospensione del calciatore dagli allenamenti e dalla retribuzione fino al 31-01-2011 e riduzione della retribuzione annua del 50% fino al 30-06-2013, data di scadenza del contratto) è stata accolta con moderata soddisfazione da Corte Lambruschini, il presidente Garrone, come apparso su un comunicato ieri sul sito della socetà, si riserva di commentare nei prossimi giorni la questione del reintegro in rosa del giocatore. Probabilmente per non deconcentrare l'attenzione della squadra sull'imminente stracittadina, dopo la quale ci sarà da chiarire anche la posizione di Gasparin e il suo probabile addio anticipato.  Decisamente più spensierata è l'atmosfera in casa Genoa, ieri mister Ballardini ha fatto visionare ai giocatori alcuni filmati e successivamente il team ha sostenuto un ora e mezza di allenamento sul terreno del Pio; a parte Palacio e Sculli. La socetà ha inoltre comunicato che per domenica sera sono ancora disponibili tagliandi di gradinata Nord e Settore 5.
Nel frattempo è stato reso noto il quartetto arbitrale: dirigera la stracittadina numero 103 Morganti, coadiuvato dagli assistenti Niccolai e Papi; quarto ufficiale di gara il signor Rocchi. Questa designazione fa tornare alla mente dolci ricordi ai rossoblu: il fischietto ascolano ha infatto arbitrato il recente derby del 3 Maggio '09, quando il Grifone si impose per 3-1 con una tripletta di Milito. In quell'occasione la direzione di gara non fu impeccabile, irregolari i gol del momentaneo pareggio della Samp per un leggero fuori gioco di Campagnaro e del 2-1 del Genoa, Milito si trovava infatti almeno un metro al di la della linea dei difensori. Per il resto fu una partita vinta meritatamente dai rossoblu, apparsi molto più tonici e abili a sfruttare l'arbitraggio all'inglese per fermare Cassano. Grande entusiasmo come sempre ci fu sugli spalti, nella Sud niente coreografia, per protesta verso i decreti che impediscono di portare liberamente in uno stadio il materiale per realizzarla, ma tantissimi bandieroni e fumogeni, in nord un oceano di cartoncini rossoblu con il grifone al centro. Ci fu poi uno striscione genoano nei distinti che tante discussioni suscitò la settimana successiva: il testo recitava "ben arrivè a zena" chiaro sfottò ai cugini, i quali replicarono però che coloro che si spacciavano per veri genovesi avevano sbagliato a scrivere il dialetto, sostenendo che non si scrive "arrivè" ma "arrivae", secca la smentita del club autore dell' idea che disse che andavano bene entrambe i modi. Storie di rivalità cittadina..

( giacomo n)