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19
Apr
2010

PARMA GENOA 3 A 2

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Parma Genoa 2 a 3 . Sono bastati 30 secondi dal suo ingresso al rossoblu  Fatic  per cambiare una partita ,  scaricando un siluro alle spalle di Mirante,portiere del Parma. Dal 2 a 0  del Grifo , doppietta di Palacio al 2 pari dei ducali , reti di Zaccardo ed autorete di Bocchetti, il gol di Fatic ha spezzato in due i giallo blu
Il risultato premia giustamente il Genoa che a Parma ha dimostrato  di avere uno stato psico-fisico buono anche dopo la sconfitta del Derby.
Il Genoa ha vinto con la  sua arma preferita: fare il proprio  gioco anche in trasferta.
Guidolin e il Parma giocando con un 4 5 1 per tutto il primo tempo hanno fatto balenare nella testa degli  spettatori neutrali,  come  potevano essere avanti di un punto in classifica rispetto  al Grifone ad inizio gara.
Tanti gli assenti da una parte e dall’altra ma le riserve e i giovani del Genoa si sono dimostrati migliori  ed uno su tutti Tomovic :   un “TAS” treno ad alta velocità  serbo sulla corsia di sinistra e di destra.
Anche senza Criscito e Rossi , con Sculli in panchina nel primo tempo,  il Genoa sulle corsie laterali ha dominato   garantendo  con Palacio, Palladino, Mesto e Tomovic  capacità fisiche, tecniche e tattiche.

L’argentino Palacio  è stato cinico e spietato con il primo gol da cineteca sfruttando il buco di Zaccardo e Paci superando  Mirante con un destro al giro , sul secondo gol Palacio   abile nello  sfruttare il tapin sul portiere  emiliano ,    dopo la giostra presa  dalla  difesa emiliana sulle finte di Palladino.
Un black  out di due minuti tra il 14’ e il 16’ del secondo tempo poteva costare caro al Vecchio Balordo. Il primo gol  di Zaccardo di testa nell’area di porta rossoblu, nasceva da una punizione invertita dal Direttore di gara Banti che accordava un fallo  a Lucarelli; il secondo gol dei ducali con  il pallone fermo tra tre giocatori del Genoa mentre tutti gridavano al Fair play, e   Bocchetti di piatto sinistro  infilava Scarpi..
Era veramente ingiusto il pareggio del Parma per quello visto in campo in quei primi 65’ di giuoco.
Gasperini anche a Parma ha dimostrato di leggere bene la partita , giocandola con 14 uomini. Gli ingressi di Fatic e Sculli lo spostamento di Tomovic a destra hanno permesso al Grifo di riprendere possesso delle corsie laterali, dopo che Guidolin il tecnico parmense ha aveva ridisegnato la sua squadra in un 3 4 3 .

Sculli ha cambiato marcia al Genoa, ma l’artefice della vittoria rossoblu a Parma che non arrivava dal 1925 è stato Omar Milanetto. Qualche difficoltà nel prendere il ritmo della partita , ma le giocate dei grifoni rossoblu dipendono tutte dalle mosse che dosa l’Hanniball rossoblu.
Milanetto,  avanti con gli anni,  è uno dei specialisti in quel ruolo,  e rispetto agli altri play maker più giovani,  nel cuore del centrocampo rossoblu ha imparato a far correre gli altri, anche al suo posto, in particolare sulle corsie laterali.
Due parole su Acquafresca: non ha fatto gol,  ma fatto sentire e capire  l’importanza di una prima  punta di ruolo nel cuore della difesa emiliana.
Preziosi venerdì scorso dentro gli spogliatoi del Pio Signorini  avevano annunciato che tra Parma e  Catania ultima giornata di campionato sarebbe stato un  esame  per tutta la rosa a disposizione di  Gasperini : il primo test parmigiano  è stato superato e senza dover ricorrere al “culatello”.
Nessun annuncio di ripartenza alla caccia dell’Europa League  nello spogliatoio del Tardini da parte di giocatori e tecnico rossoblu, ma solamente una
promessa: il Genoa in queste ultime quattro giornate di campionato cercherà di ottenere il massimo in ogni partita.
 
 (Lino Marmorato)