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13
Mag
2011

POST-DERBY, TIFOSERIE DI SAMP E GENOA

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Il derby della lanterna numero 104 ha rispettato il pronostico, consegnando una storica vittoria al Genoa e inguaiando ulteriormente la Sampdoria nella zona retrocessione. La partita non è stata delle più belle, ma sicuramente intensa, le coreografie spettacolari. La Gradinata Nord ha sfoggiato la consueta carta luccicante formando strisce rossoblu verticali, uno striscione per richiamare i 9 scudetti e il bandierone di Genova nella parte superiore. C'era grande attesa, visti i tanti proclami, per la coreografia dei "Figgi du Zena" i quali espongono un maxi-telone raffigurante la città di Genova e un grifone, ma dimostrano per l'ennesima volta di non essere proprio in grado di andare oltre il razzista luogo comune dei "genoani puri genovesi e doriani meridionali": nella seconda parte del telo è infatti disegnato il baciccia blucerchiato che si esprime in modo tipicamente calabrese. Convinzione probabilmente condivisa non solo da loro, visto l'annuncio della speaker dello stadio, all'ingresso del Genoa, "entra in campo l'unica squadra di Genova"; se davvero fosse così, verrebbe da chiedersi come mai la cosa sia ribadita con tanta frequenza.
La Gradinata Sud innalza lo striscione "a testa alta orgogliosi dei nostri colori" dietro al quale si alternano, previo conto alla rovescia, prima cartoncini che formano la vecchie bandiere delle socetà dalla cui fusione nasce la Sampdoria, A. Doria e Sampierdarenese, e poi bandierine raffigurnati i colori blucerchiati; il cambio è spettacolare e crea un effetto visto raramente al Ferraris.
Il gol di Boselli all'ultimo secondo manda in delirio la tifoseria rossoblu, da segnalare il gesto dei giocatori di non andare sotto la curva perchè irritati da certi cori inneggianti alla "torta".  Entrambe le compagini hanno fatto di tutto per vincere, nella ripresa il Genoa è calato grazie alla foga degli avversari, che si giocavano la vita, e i tifosi non hanno gradito. Tifosi che, tuttavia, non meritavano l'atteggiamento avuto dai giocatori, loro hanno infatti subito, come ricordano in un comunicato, funerali e sfottò a dismisura in questi ultimi anni e pazienza se la voglia di vincere questa fondamentale partita, amplificata peraltro dai precedenti successi contro le dirette concorrenti della Samp, li ha portati a fraintendere quanto accadeva nella ripresa.
In casa Samp la forza della ragione impone rassegnazione ai supporters, ma il cuore dice loro di andare avanti e crederci fino alla fine, per l'ultima partita casalinga la Sud si preannuncia una bolgia, ed è confermata la consueta iniziative degli Ultras Tito "coloriamo la città, siamo gli Ultras della Samp": appuntamento a mezzo giorno in piazza De Ferrari per recarsi tutti insieme allo stadio e festeggiare non il quarto posto, ma la propria sampdorianità. I tifosi blucerchiati non si capacitano di come in un anno esatto si sia riuscito a rovinare quanto di buono era stato fatto dalla gestione Marotta, non si danno pace per l'eccessivo indebolimento della squadra, suggellato da uno scambio di mercato, Pazzini per Biabiany più dodici milioni, che non verrebe in mente neanche al più improbabile dei giocatori di Fantacalcio.
Per il Doria si avvicinano 2 giornate di campionato caldissime, che saranno seguite con apprensione da tutta la città; con opposti sentimenti e speranze. ( GIACOMO NICORA)