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07
Apr
2008

ROMA GENOA,3 A 2. GENOA PAZZO E PERDENTE

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Il Genoa contro la Roma ha disputato una buona partita macchiata da alcuni errori: troppo morbido alla partenza e l’errore decisivo di Borriello in occasione del calcio di rigore contro Taddei. In balia della Roma per i primi  venti minuti, quando i rossoblu si sono accorti che la Lupa era sdendata  macinando gioco su gioco hanno  tentato la mezza impresa, riuscita  in  minuto di impattare, e  portare a casa un risultato positivo  contro un’Olimpico ed una Roma che credono  ancora nello scudetto.
Spalletti contro Gasperini ha perso sul piano del gioco, ma Gasperini è caduto nella trappola della Roma muscolare dei primi minuti di gioco che non aveva nulla da vedere con l’albero di Natale . Un bel 4 5 1 con Perrotta e Giuly centrali di   centrocampo con De Rossi e Taddei e Tonetto esterni di centrocampo.
Gasperini , pur avendo il cuore nelle rose della classifica, ha provato a giocarsi la partita sul piano della tattica, rinunciando al 3 4 3  prediletto. Fuori  Leon ,dentro Danilo sulla corsia di sinistra a chiudere la corsie laterali .
L’errore metterci venti minuti i genoani a capire  la chiave della gara e perché  era saltato il banco in occasione delle due reti romaniste:   l’interscambiabilità  di ruolo tra Taddei e Giuly dalla fascia a centrocampo.

Sotto di due a zero,  Gasperini, infortunato Danilo ma con Leon già in riscaldamento , ha ripreso in mano le redine del gioco inserendo Leon a destra a tenere basso,sempre in difficoltà Cassetti, e Sculli sulla sinistra a far il terzino a Cicinho, ruolo che non gradisce. Difesa e centrocampo giallorosso in balia dei rossoblu.
Dal 20’  del primo tempo con la Roma paga  del risultato il Grifone ha incominciato a macinare gioco e subito si è notata nella “Cinecittà rossoblu” la mancanza del regista  Milanetto che con la sua ricerca di profondità  verso Borriello avrebbe potuto fare male, per l’ errore ripetuto(dopo Manchester) da  Spalletti :  lasciare uno-  uno contro l’unica  punta  avversaria, nel cuore della sua difesa.
Fino al 20’ del secondo tempo i dati parlano chiaro: possesso del pallone dei rossoblu per il 53%, palloni giocati dal Genoa 697 e dalla Roma 629, tiri  in porta della Roma 5 e del Genoa 5, tiri fuori dallo specchio della porta Roma 6 Genoa 7(dati della Gazzetta dello sport)

Dopo i due gol del Genoa in un minuto, e   la sceneggiata di Spalletti al 20’ del secondo tempo  con Gasperini e il 4 uomo Rocchi, che si lamentava che i giocatori rossoblu giocavano con cattiveria,  è entrato in scena l’altro personaggio fino a quel momento assente: il direttore di Gara Banti di Livorno.
Un ritorno al passato,  mi sembrava di vedere dirigere i suoi maestri di Livorno Ceccarini e  Bergamo. Il   Genoa non ha più superato il centrocampo giallorosso, non per merito di Spalletti e compagnia, ma perché  sistematicamente il Signor Banti di Livorno fischiava falli interrompendo  le ripartenze rossoblu nelle praterie giallorosse.
Ma anche con questo aiuto gli uomini di Spalletti non c’è la facevano a centrare il terzo gol, con tiri sbilenchi dai 30 metri. Ci ha pensato Borriello con un sciagurato rigore risolvere tutto.
Ma il problema non è che il Genoa abbia perso con la Roma, il problema aver letto i quotidiani sportivi e politici  nazionali  della Domenica,  dove la Roma sembra aver dominato la gara e Banti con  dei 7 in pagella.