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23
Mar
2007

SAMPDORIA . MAROTTA INTERVISTATO DALLA GAZZETTA DELLO SPORT

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«Sono un uomo libero. E' un valore che fa fare tante rinunce, ma alla fine premia».
Quagliarella  è il settimo blucerchiato che in questa stagione veste l'azzurro, il dodicesimo dall'inizio della mia gestione. Un dato importante che certifica la politica societaria ed in particolare il lavoro di Marotta e dei suoi collaboratori.

Flachi: campione. Poi scommesse, cocaina. «Sul piano professionale provo profonda amarezza e rabbia. Lavora per me e quello che ha fatto è molto grave. Sul piano umano il sentimento è diverso».

. Pensavo che tutte le storture si sarebbero sistemate in fretta, anche il rapporto tra grandi e medio-piccoli profondamente iniquo. Invece niente: siamo arrivati addirittura all'assurdo che devono essere governo e parlamento a mettere delle regole e dei paletti. Mi son battuto, in quel momento di speranza di rifondazione, nella commissione della Lega per una gestione democratica del sistema. Con il patto tra Matarrese e le grandi si è ripristinato il potere che c'era prima, salvo che la legge e Figc non lo impediscano.

In agosto c'era l'intesa che l'elezione si sarebbe rinviata, invece il giorno dell'assemblea sbarco dall'aereo e mi trovo Matarrese presidente. Pensate che quella commissione consultiva non è mai stata sciolta. Eppure si è deciso che altri cambiassero le regole: Sica, Giura, Stincardini. Il commissario Pancalli ancora non ha approvato il loro progetto: un aborto».

Con Matarrese non si prende. «Ho sbattuto la porta quando ha insultato e cacciato dall'aula il presidente dei revisori dei conti. Davanti a 20 colleghi gli ho detto: "Vergognati, tu a Guastoni non sei neppur degno di leccare i piedi". Zamparini cercava di tenermi, ma io gridavo "Finché c'è quello lì io non torno". Ho a cuore il calcio, non può avere un ruolo questo signore».Come vede i presidenti? «In assemblea ho fatto un intervento: io vengo da un mondo che non è come viene valutato, quello del petrolio.

Si esagera. Però ci sono stati tanti banditi, soprattutto nel nostro paese. Potenti. Non ho detto se ce ne sono ancora perché sarebbe stato scorretto. Ma ho detto che non credevo che ci fosse un mondo ben peggiore di quello in cui ho vissuto per quarant'anni. Non ho la capacità di portare su posizioni più corrette colleghi che non so perché si comportano in questo modo. Posso fare delle illazioni...». il calcio ha perso un'occasione straordinaria per cambiare" in riferimento al dopo-calciopoli, spingendosi fino a chiedere di "mandare via i banditi".
Il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto che l'ufficio indagini ascolti il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone, dopo le dure accuse .

                               www.nostalgia.it      Lino Marmorato