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07
Mag
2012

Udinese Genoa: difficile parlare di calcio giocato

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altUdinese Genoa2 a 0: partita durata solamente 38 minuti per la dabbenaggine di Kucka e il protagonismo di Tagliavento di Terni, parrucchiere in Sangemini nella vita di tutti i giorni. Non è la prima volta che Tagliavento si trova al centro di polemiche e contestazioni per

 fragilità o poca perspicacia, prima di essere addirittura promosso a direttore di gara internazionale. Andiamo con ordine. Kucka viene ammonito al 6’del primo tempo per un fallo nei confronti di Pinzi che deve abbandonare il campo con la caviglia pestata e gonfia come un melone. Tagliavento, dopo aver immediatamente estratto il giallo, verosimilmente si deve essere pentito, vista la gravità delle conseguenze sulla caviglia del giocatore bianconero. Gli và dato atto di aver richiamato Kucka per altri due interventi pesanti contro Di Natale e Asamoah, prima di cacciarlo al 30’del primo tempo, giustamente, per aver fermato con un intervento scomposto Fabbrini lanciato a rete in contropiede. Ingenuamente, Kucka non fa nulla per evitare il contatto con Fabbrini davanti a lui, nonostante ci fosse Carvalho pronto ad affrontarlo.
 Nulla da dire. Un film già visto per una gara preparata tutta “a non prenderle” che ricorda tanto il fallo di Jankovic(ma anche altre del Grifo in trasferta) a Milano con conseguente altra espulsione! Le colpe di Kucka - schierato da trequartista e ritrovatosi in posizione di campo sull’esterno a chiudere su un contropiede - sono più o meno minime per quanto riguarda l’evoluzione del giuoco (era stato peraltro lui a permettere il contropiede non intervenendo di testa su una palla a candela con la squadra sbilanciata). Sono sicuramente massime perché era stato già ammonito e preavvertito.
Dopo 8 minuti, al38’del primo tempo, il suscettibile e permaloso Tagliavento, girato di spalle, interpreta male una frase di Palacio, diretta a Moretti dopo una rimessa laterale di quest’ultimo, già in discussione con El Trenza da alcuni minuti. Non solo le riprese ed i commenti di Sky, ma anche dalla Tribuna e con la cronaca di Radio Nostalgia si sottolineava, che Palacio si lamentava dell’atteggiamento dei compagni per lanci di pallone lunghi e corti che non permettevano le sue giocate. Tagliavento, che ripeto era di spalle, si girava con il rosso in mano senza valutare e senza confrontarsi con Mazzoleni, quarto uomo: Grave errore e partita rovinata! Non sono servite neanche le scene di Guidolin sul campo non documentante da immagini Tv, ma viste in presa diretta e solamente dalle parole dei bordocampisti a favore dell’argentino. Non sono servite neanche le affermazioni di altri giocatori bianconeri a fare recedere il d.d.g. dalla sua decisione. Tagliavento “non è tornato indietro” nonostante fosse palese che c’era stato un fraintendimento. Guidolin, a fine gara, forse per non mettere ulteriormente in difficoltà Tagliavento, diceva di aver visto un alterco con Moretti 30 secondi prima, ma di doverlo differenziare dal fatto delle parole di Palacio in mezzo al campo a quaranta metri da lui. Le immagini documentano che il primo scambio con Moretti è sul fallo laterale vicino a lui e, dopo

la rimessa (pessima) di Moretti (pochissimi secondi dopo, 9 per l’esattezza), la frase di Palacio sarà stata pronunciata a circa10 metridall’allenatore bianconero. Presumibilmente, Palacio, probabilmente in spagnolo, si è lamentato della pessima rimessa laterale di Moretti e le immagini documentano come stesse parlando in una direzione diversa da quella in cui si trovava Tagliavento, verosimilmente lamentandosi per la pessima rimessa in gioco che aveva causato la perdita immediata del possesso del pallone. Nessuna consultazione né di Mazzoleni, né di Guidolin del direttore di gara su una una “decisione già presa”, evidentemente irrevocabile, nonostante le voci da fuori campo in favore del giocatore argentino. Immagino di interpretare il pensiero di Mazzoleni, quarto uomo: “se non mi interpella io non posso intervenire”. Questo conferma che l’auricolare è un orpello che serve solo a punire e non a mondare gli arbitri dagli errori!

All’aeroporto di Ronchi dei Legionari, Tagliavento cercava conforto nel suo Iphone che trasmetteva le immagini di Sky a chiarimento dell’accaduto sul terreno di giuoco mentre i giocatori del Genoa partivano dal gate 5 e Lui aspettava il volo per Roma al gate 9, affermava che Palacio gli aveva detto “uomo di m…”. In realtà l’entourage del Genoa sosteneva che Palacio aveva detto a Moretti “andale, cagone” (“andiamo, fifone”) come faceva notare allo stesso arbitro. La mia impressione è che Palacio, il quale aveva detto qualcosa non proprio da Oxford a Moretti, quando ha sentito il fischio dell’arbitro, ha capito subito che l’arbitro aveva frainteso la destinazione della frase ed ha cercato di giustificarsi con l’arbitro in evidente azione di estrazione del cartellino. Dal labiale dell’argentino non solo ripreso in TV, ma anche da vivo, si capisce che El Trenza dice “a lui! l’ho detta a lui!”, indicando un compagno. Palacio ha detto qualcosa, ma non a Tagliavento. Se il Genoa farà ricorso, Palacio difficilmente sarà perdonato! Tagliavento non tornerà indietro! Tutto al più, a Palacio sarà ridotta solamente la squalifica di 2 o più giornate, se sarà chiamato e se vorrà testimoniare Mazzoleni. ( lino marmorato)