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07
Feb
2011

UDINESE SAMPDORIA 2 A 0. WATERLOO NON SOLO PER DI CARLO

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Udinese Sampdoria 2 a 0 .Quarta sconfitta consecutiva per i blucerchiati compresa la Coppa Italia , 27 punti in classifica,  7 gol nelle ultime tre partite , 0 i punti nel girone di ritorno fuori casa,   ,  545 i minuti senza  una rete  in trasferta ,  sono numeri che non condannano solo Di Carlo,  ma mettono in crisi  la squadra e il suo futuro.
Tante le cause dell’ennesima batosta  della Samp. La paura soprattutto, giocare un primo tempo rinunciatario in partenza è stato il  problema principale per il tecnico blucerchiato perché  i suoi hanno recepito solamente   un messaggio votato alla prudenza e all'utilizzo delle ripartenze come unico strumento per mettere in difficoltà la retroguardia friulana, insistendo col lancio lungo alla ricerca del velocissimo Biabiany. Il risultato è  stato che l'Udinese ha potuto  assumere ben presto l'iniziativa e spadroneggiare, in lungo e in largo, soprattutto sulle corsie laterali.
Udinese, una sola squadra in campo nel primo tempo che ha vinto perché  ha giocato come ha voluto, negli spazi e con le ripartenze e facendo eroe un “terrone ” al Nord (così era appellato al suo arrivo in Friuli), con il suo 100° gol con la maglia bianconera.
Di Carlo ha proposto al Friuli un 4 4 2 strampalato, con Lucchini terzino che non ha mai spinto in carriera  al posto di Zauri,  2 mezzi attaccanti o mezze punte Maccarone e Biabiany in attacco, due esterni Dessena e Koman, riproponendo nuovamente la coppia di centrali  difensivi Volta e Martinez. Il costaricano buon martello se gli dai il punto di riferimento, in crisi con chi lo punta ed avversari veloci,  con un errore  da scuola calcio ha fatto saltare la linea Maginot di Di Carlo, sul primo gol di Sanchez.
 Dopo il primo gol friulano  la partita preparata da Di Carlo  per non lasciare spazi all’Udinese si è trasformata in una giostra per Palombo e compagni, con l’intensità sulle corsie laterali dei bianconeri e le percussioni centrali che erano   un coltello  che entravano  nel burro blucerchiato. La tanta quantità e la  poca qualità della Doria  ha retto male fino al primo gol di Sanchez  dopo è crollata sotto le ripartenze e la velocità degli uomini di Guidolin.
Reazione di orgoglio nella ripresa dei blucerchiati con Di Carlo che effettua i cambi in ritardo di Mannini e Guberti  , saranno loro  a dare la scossa,  con Mannini che colpisce  un palo. Il cambio Macheda per Maccarone , sotto di due reti,  ha lasciato invariata la potenza offensiva blucerchiata: nulla.
Tra le cause della sconfitta  della Doria al Friuli, aggiungerei un altro errore della dirigenza blucerchiata, non tanto di Garrone , ma di chi è nel mondo del calcio da tanto tempo. Dopo il licenziamento  dei gruppi della Sud dell’allenatore ,   occorreva una presa di posizione, anche se falsa, di una sua  conferma pubblica , per non lasciarlo solo nello  sbigottimento di un fatto senza precedenti.
Una   squadra di Di Carlo così paurosa, senza ne capo e ne coda  tatticamente , con i giocatori fuori ruolo ad inizio gara,  non  viene ricordata a memoria di calciofili neanche ai suoi esordi di allenatore con il Vicenza nel 2001. ( LINO MARMORATO)




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