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09
Gen
2010

A GENOVA 14∞ CONGRESSO DELLA GIOVINE ITALIA. SILIGHINI GARAGNANI RIELETTO PRESIDENTE NAZIONALE

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Si è svolto venerdì pomeriggio a Genova, nel quartiere dell'Antica Romana di Quarto il 14°Congresso della "Giovine Italia" rifondata a Genova l'8 gennaio 1996, con lo stesso statuto mazziniano.
Al convegno hanno partecipato tutti i 20 responsabili regionali ed i 12 membri del comitato di presidenza.
Alle ore 14 l'assemblea, presieduta da Paolo Olcese, ha eletto nuovamente Luciano Silighini Garagnani presidente dell'associazione e confermata la sua linea politica di presenza interna al PDL.
Silighini, 34 anni a febbraio, è nato proprio a Genova e li ha svolto i primi passi nella politica.
Una laurea in Filosofia teologica, con specializzazione in cristologia, ultimo discendente di una delle più antiche e nobili famiglie italiane,vanta parentele con due sante e S.S. Papa Benedetto XIV, è tra i fondatori di Forza Italia nel 1993 e da quell'anno ha ricoperto molteplici incarichi dirigenziali nel partito di Silvio Berlusconi. Silighini affianca l'attività politica a quella artistica, dove è considerato uno dei maggiori esponenti in ambito di produzioni televisive e cinematografiche sia in Italia che all'estero.
Tra i Parlamentari invitati al congresso della "Giovine Italia", l' On. Mario Valducci, fondatore dei Club Forza Italia di cui Silighini è stato uno dei primi presidenti in Italia, l'On. Enrico Costa, membro della Commissione Giustiza, e Silvio Berlusconi che ha fatto pervenire una lettera allo stesso Silighini dove lo ringraziava dell'invito al quale non ha però potuto partecipare visto l'ancora presente stato di convalescenza.
Silighini prende la parola e detta le linee della nuova stagione della Giovine Italia:
"Noi non siamo un movimento politico. Siamo un movimento spirituale che vede la politica come l'insieme di tutto ciò che l'uomo può fare per rendersi utile al servizio degli altri. Siamo Cristiani, Cattolici e come Cristo fece leva e bandiera con la sua croce per sollevare il mondo alla fede divina, noi con la luce dell'esempio e della ragione condurremo l'Italia e l'umanità intera verso un mondo nuovo: il mondo del futuro"
Inizia così il discorso di Luciano Silighini Garagnani, che per 45 minuti parla a braccio, senza alcun foglio, al pubblico che lo ascolta alternando applausi scroscianti a momenti di religioso e ipnotico silenzio.
"In questi anni abbiamo combattutto molte battaglie per il Popolo Italiano, per portare alla nostra gente la vicinanza e la soluzione ai loro problemi. Alcuni partiti ci hanno ascoltato tramutando in legge proposte che da decenni noi facevamo; come l'esercito nelle strade al fianco della polizia, leggi più dure per i reati contro lo stupro e sull'immigrazione clandestina. La strada è ancora lunga e gli ostacoli sono molti, ma se saremo uniti saremo forti e se saremo forti saremo liberi".
Silighini parla della cronaca attuale: "Le moschee in Italia sono il simbolo della disfatta della civiltà occidentale. Un tempo il nemico era il comunismo regnante ad est e dilagante nel nostro Paese; ora quella dottrina è sconfitta, ma i suoi principi vivono ancora e vanno a braccetto con chi professa la stessa religione dei terroristi che minacciano il nostro mondo"
Una parola anche per il Premier: "Silvio Berlusconi ha il merito storico di aver costruito la casa comune dei liberali popolari in Italia. Il Pdl è il partito del futuro, ma Silvio deve essere lungimirante e pensare a una nuova classe dirigente che sia in grado di prendere in mano le redini del partito dopo di lui. Attualmente il Pdl, soprattutto in alcune regioni, tiene le giovani e brillanti menti negli sgabuzzini lasciando la strada spianata, spesso, solo a chi per piaggeria riesce a farsi strada. Chi verrà dopo Berlusconi? Deve pensarci adesso altrimenti tutto il lavoro fatto sarà perduto. Il Pdl non deve essere un "partito a tempo ma esistere anche tra 50 anni."
Un'ulteriore sferzata agli alleati della Liguria che ospita il congresso: "In Liguria non c'è una classe politica in grado di contrastare la sinistra. La Lega viaggia da sola ed il Pdl non ha elementi di spessore. Ho invitato Rixi e Bruzzone della Lega Nord, Biasotti, Scandroglio, Cassinelli e Gadolla del Pdl ad organizzare una manifestazione comune contro la decisione di Marta Vincenzi sulla Moschea e non ho ricevuto alcuna risposta. Il motivo? Nel Pdl non c'è comune dissenso contro la moschea e la Lega, per pura opportunità politica, preferisce marciare da sola. Ma le battaglie si vincono solo colpendo insieme non divisi".