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25
Nov
2006

ABBONATI ICPLUS GENOVA MILANO PER L'ALTA VELOCIT¿: GLI AUMENTI DELLE TARIFFE SONO DOVEROSI

A noi non piace la demagogia: gli aumenti delle tariffe non sono solo giusti, sono doverosi.
Un aumento delle tariffe non piace a nessuno. Ma ricamarci della demagogia sopra è quantomeno stucchevole [o connivente dello sfascio di Fs SpA operato dalla gestione Berlusconi-Tremonti-Catania].
Se a gennaio l'abbonamento ICPlus Genova-Milano di seconda classe passerà da 127 a 146 euro ciò significherà che noi pagheremo 3,31 euro a viaggio [considerando 22 giorni lavorativi/mese] e questo basta a chiudere la bocca a chi la apre per far demagogia.
Oggi, leggendo i quotidiani, abbiamo collezionato almeno venti dichiarazioni intrise di demagogia, tutte, purtroppo, uscite dalle bocche di rappresentanti di associazioni di consumatori.
Noi, come sempre, andiamo controcorrente e affermiamo con forza che l'aumento delle tariffe ferroviarie non in concessione non è solo giusto ma assolutamente doveroso.
Ci fa molto piacere avere riscontrato sintonia di pensiero da 239 Abbonati ICPlus Genova Milano e salutiamo i 9 Abbonati non d'accordo con questa impostazione che si sono cancellati dalla nostra newsletter.
A noi, senza demagogia, piace condividere questi ragionamenti:

"C'e' il rischio che ''il disavanzo del 2006 non sia al 4% compresi gli effetti della sentenza sull'Iva per le auto ma probabilmente sopra il 6%''. Lo ha detto il vice ministro dell'Economia Vincenzo Visco che ha attribuito la crescita ''ai debiti delle Ferrovie che stanno comparendo da sotto il tappeto dove erano stati nascosti dalla passata gestione Fs e dal ministro Tremonti''. ''E gli abbiamo dato anche dei premi... - ha aggiunto riferendosi ai vertici delle Fs [Elio Catania] prima dell'avvicendamento - non so se faremo azione di responsabilita' o meno''.

''Il Governo Berlusconi per pura demagogia lascio' ferme le tariffe delle ferrovie e suggeri' all'orecchio degli amministratori di allora di non toccare le tariffe. Gli amministratori facendo il danno dell'azienda accettarono il suggerimento non toccando le tariffe''. Il ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani chiama in causa l'esecutivo di centrodestra per la situazione di disastro economico in cui versano le ferrovie ricordando nel contempo che erano gia' state tolte le prerogative del Governo sul sistema tariffario. ''Ora ci troviamo in una situazione che ha alle spalle - prosegue Bersani - cinque anni di mancato fisiologico recupero tariffario. Vorrei chiamare Tremonti, Baldassarri e Catania e chiedere loro se possiamo andare avanti cosi' altri vent'anni. Ora l'azienda si trova di nuovo in difficolta' e questa e' una responsabilita' gravissima. Detto questo - osserva ancora Bersani - le Ferrovie faranno la loro parte tenendo conto dei contesti sociali ed il Governo Prodi dovra' fare la sua per fare sponda a una riscossa nuova delle Ferrovie. Non possiamo mica non avere i treni che girano''

I biglietti ferroviari saranno piu' salati. L'annuncio arriva dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi. ''L'autorizzazione alle Ferrovie arrivera' entro dicembre, in occasione dell'ultimo Cipe che dovrebbe riunirsi l'ultimo venerdi' del mese, lo stesso giorno del consiglio dei ministri'' ha detto Bianchi. E di aumenti per i biglietti di Intercity ed Eurostar [fra il 15 e il 20%] , per contribuire a risanare il disavanzo delle Ferrovie che viaggiano a fine 2006 verso il rosso-record di 2 miliardi di euro, ha parlato oggi il presidente della holding Fs, Innocenzo Cipolletta. I rincari scatteranno gia' dal prossimo gennaio. ''L'istruttoria del Cipe - ha detto Bianchi - sara' completata facendo sedere attorno ad un tavolo, nei prossimi giorni, le Ferrovie, il ministro dell'Economia e il ministro dei Trasporti''. ''Ci troviamo in una situazione che ha alle spalle 5 anni di mancato fisiologico recupero tariffari - ha osservato a sua volta il ministro Pierluigi Bersani - il Governo Prodi dovra' fare la sua per fare sponda a una riscossa nuova delle Ferrovie. Non possiamo mica non avere i treni che girano''.
BIGLIETTI PIU' CARI - ''Abbiamo chiesto modifiche tariffarie solo per quelle che non hanno un contratto di servizio con lo Stato o gli enti locali, perche' le tariffe sono ferme dal 2000, cioe' da sei anni e sono la meta' di quelle di altri paesi europei'', ha detto Cipolletta intervenuto a Radio 24.
ROSSO-RECORD - Intanto, Ferrovie si avvia a chiudere il 2006 con un disavanzo-record di quasi 2 miliardi di euro; segue a ruota la controllata Trenitalia, con un buco di oltre 1,7 miliardi. Questo, anche a causa dei pesanti tagli della finanziaria 2006 e ai trasferimenti dovuti dallo Stato. Qualche giorno fa l'allarme dei vertici: senza ricapitalizzazione, siamo sull'orlo del fallimento. Preoccupato il leader della Cgil, Guglielmo Epifani: ''paghiamo piu' che in altri settori le responsabilita' delle non scelte del governo precedente'' ha detto. Per completare l'alta velocita' entro il 2009, intanto i vertici Fs puntano a sbloccare il congelamento dei pedaggi Rfi e a fare operazioni di indebitamento finanziario ''a nostro rischio'': una volta a regime, l'alta velocita' ''consentira' la presenza di piu' operatori e quindi una maggiore concorrenza a beneficio dei passeggeri'', ha detto Cipolletta.
ALTA VELOCITA' E PENDOLARI - Piu' che alta velocita', si dovrebbe chiamare ''quadruplicazione dei binari - ha osservato Cipolletta - e migliorera' anche il trasporto locale, con una capacita' di servizio per i pendolari decisamente superiore''. E sulla lievitazione dei costi dell'Alta Velocita', quintuplicati in 15 anni, Cipolletta ha annunciato ''un'analisi sui motivi che hanno portato a un aumento dei costi. Puo' darsi che ci sia stata una sottostima iniziale''. Sul piano del mercato, ''nel settore merci ci sono gia' diversi soggetti privati che operano. E anche nel trasporto passeggeri, anche se ancora molto limitato, siamo piu' aperti rispetto ad altri Paesi. Abbiamo 40 societa' che hanno fatto domanda. Una buona meta' hanno avuto l'autorizzazione. Per esempio sulla linea Milano-Venezia si puo' prendere un treno svizzero che parte da Zurigo. Una volta completata l'AV, avremo la possibilita' di liberalizzare molto''. Da Modena risponde piccato Bersani: ''Vorrei informare che con una norma del 2001 le Ferrovie sono gia' liberalizzate''.
MAXI-LIQUIDAZIONE - A scanso di equivoci, Cipolletta assicura che se lascera', sara' senza maxi-liquidazione. Commentando il maxibonus del suo predecessore Elio Catania, secondo indiscrezioni 7 milioni, Cipolletta ha osservato che ''i manager delle aziende pubbliche dovrebbero essere piu' responsabilizzati, ma questo va scritto nei contratti. Va rimproverato chi ha fatto il contratto, non la persona che uscendo dal lavoro lo rispetta''.

'Vorrei informare che con una norma del 2001 di cui sono orgoglioso perche' porta il mio nome le Ferrovie sono gia' liberalizzate''. Lo ricorda il ministro dello Sviluppo economico con una punta polemica verso quanti nelle ultime settimane hanno chiesto una liberalizzazione del settore. ''Stiamo solo aspettando - prosegue Bersani - che qualche capitalista, qualche imprenditore, qualche soggetto si metta sui binari e cominci a fare andare dei treni. Le norme sono tutte a posto''.
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