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10
Dic
2009

CHI HA PAURA DEGLI ZINGARI? A CONFRONTO SINDACO,FRANCESCA BALZANI E SANT'EGIDIO

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Zingari. Parola che evoca sentimenti contrastanti: mistero, paura, disprezzo, curiosità.Degli zingari si parla, molto. Anche in questi giorni entrano prepotentemente nelle cronache politiche del nostro paese e della nostra regione. Ma chi sono veramente? Chi li conosce, chi sa qualcosa di loro? La presentazione del libro “Europei senza patria. Storie di Rom”, scritto da Gino Battaglia e frutto del rapporto trentennale della Comunità di Sant’Egidio con gli zingari che vivono in Italia sarà l’occasione per ascoltare una voce diversa ed equilibrata, basata sull’esperienza e l’incontro quotidiano con le comunità rom e sinte.
Ma sarà anche l’occasione per un confronto pacato e approfondito sul rapporto della nostra città e del nostro paese con le sue minoranze, per parlare seriamente di integrazione, di diritti e di doveri.

 All’incontro di domani, venerdì 11 dicembre, alle 17,30, presso la sala conferenze del Banco di Chiavari, in via Garibaldi 2, interverranno, oltre all’autore, la sindaco Marta Vincenzi ed esponenti di primo piano della politica, della magistratura, del mondo della scuola: l’eurodeputata Francesca Balzani, il magistrato Michele Marchesiello e Roberto Pozzar, esperto di tematiche educative, docente comandato presso l’Ufficio Scolastico Regionale.

 Questo libro e questa conferenza vogliono essere un contributo a una cultura politica (e, perché no, anche giornalistica) di ampio respiro, non appiattita sull’emozione del momento o sugli archetipi del nemico, nomade e straniero, capace di affrontare la complessità a partire dalla cultura dell’incontro e non dall’istinto e dalla paura del diverso. Sono la presentazione di un’esperienza - quella della Comunità di Sant’Egidio - che a partire dai risultati raggiunti nella nostra città mostra come vivere insieme sia possibile, ma anche la proposta di un ripensamento delle politiche per gli zingari a partire dalla scuola, cioè dall’investimento sui più giovani. Sono, anche, un richiamo al pericolo dell’antigitanismo, che viene da una storia antica e si fa disprezzo verso un intero popolo.