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13
Gen
2010

COLUMBUS: PROVINCIA IN CAMPO PER I LAVORATORI

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Genova.  Provincia solidale con i lavoratori e contro i tagli all'occupazione della Columbus Viaggi, il cui piano industriale "sottoposto in modo ultimativo al Ministero dello Sviluppo Economico vuole ridurre del 75% i dipendenti dell'azienda" ha detto in Consiglio Alessandro Benzi che sul tema ha presentato un'espressione di opinioni con il collega di gruppo Gian Pier Pastorino. Una delegazione dei lavoratori della Columbus (sono 170 a Genova e altrettanti a Milano) ha incontrato il presidente della Provincia Alessandro Repetto con i capigruppo, il presidente del Consiglio Agostino Barisione e l'assessore Paolo Perfigli ai quali hanno sottoposto la loro drammaticasituazione. "I lavoratori sono senza stipendio da dicembre - ha detto Benzi - non hanno ricevuto la tredicesima e solo metà della busta paga di novembre. Il piano industriale di Columbus, assorbita nel 2000 dal gruppo Ventaglio, distintosi per professionalità e competitività, non salva assolutamente i livelli occupazionali, ma prevede la costituzione di una bad company e di una new company, mantenendo solo 35-40 posti a Genova e 45 a Milano. Crediamo però che ci sia ancora spazio per la politica e le istituzioni per riaprire il tavolo. Esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie e sappiamo che il presidente Repetto e l'assessore Perfigli si sono già attivati per iniziative congiunte tra Provincia, Regione, Comune, Prefettura e parlamentari liguri." Il presidente Repetto, intervenuto nel dibattito con Alfonso Gioia (Udc), Giuseppe Rotunno (Pdl), Simone Pedroni (Pd), Gian Piero Pastorino (Prc) e l'assessore Paolo Perfigli, ha detto "abbiamo già concordato con l'assessore regionale Vesco di convocare al più presto una riunione di tutte le istituzioni con la proprietà che vogliamo si confronti su posizioni più aperte e disponibili rispetto alle ultime dichiarazioni sul prendere o lasciare, abbandonando atteggiamenti che hanno tutto il sapore del ricatto, quando tre o quattro anni fa uno dei titolari dell'agenzia venne da me a cercare locali per portare altri cento lavoratori a Genova. E' bene che la proprietà ragioni e si confronti su diritti e doveri per mettere a punto ulteriori proposte, verificando i margini di trattativa con le istituzioni che potranno valutare anche nell'ambito giuridico eventuali forme di accompagnamento e di maggior salvaguardia per i lavoratori di un'azienda che ha ancora prodotto e mercato, ma il punto cruciale è quello finanziario." Per Alfonso Gioia "servono strumenti per una risposta innovativa alle tante emergenze occupazionali, costituendo un'unità di crisi all'interno della giunta per monitorare la situazione e il suo impatto sociale per mettere a punto con le parti sociali strumenti di sostegno e programmi adeguati." Dice sì all'azione della Provincia, coordinata con tutti gli enti e le istituzioni, Simone Pedroni, sottolineando però che il "tema dell'occupazione e del rafforzamento delle garanzie e tutele per i lavoratori dev'essere posto al centro dell'agenda parlamentare, per dare anche risposte normative concrete a questi problemi dilaganti". Anche Giuseppe Rotunno considera gravissima la situazione dei lavoratori della Columbus, ma invitando anche "a non fare alcun tipo di demagogia quando ormai le crisi sono in atto, perché le istituzioni devono attivarsi prima, per garantire alle aziende e al tessuto produttivo di poter operare nelle migliori condizioni e in Liguria in questo senso si è fatto troppo poco." Paolo Perfigli ("sta già coordinando l'unità di crisi della Provincia" ha detto il presidente Repetto) ha ribadito l'impegno dell'ente per "la pesantissima situazione dei 170 lavoratori genovesi di Columbus, che stiamo seguendo con la massima attenzione, e assumendo ogni possibile iniziativa insieme alle altre istituzioni e coinvolgendo anche i parlamentari liguri per trovare soluzioni positive."