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24
Lug
2010

FIAT : CONTINUA LA RAPPRESAGLIA. LICENZIATO UN OPERAIO DELLO SLAI COBAS.

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La rappresaglia Fiat per il referendum - flop di Pomigliano continua senza pietà. Arriva infatti il quarto licenziamento in pochi giorni fra i dipendenti del gruppo. Un iscritto alla Slai Cobas, operaio dello stabilimento di Termoli, è stato licenziato in tronco per aver osato partecipare ad un presidio a Pomigliano d’Arco.  Contemporaneamente Marchionne annuncia il trasferimento della produzione della nuova monovolume da Mirafiori in Serbia per “l’inaffidabilità” dei lavoratori italiani che osano ancora protestare. Minaccia i lavoratori abruzzesi della Sevel di stare attenti perché si ammalano troppo. Nega il premio di produzione, dopo aver aumentato vertiginosamente i compensi del management e distribuito montagne di soldi agli azionisti.

Nel frattempo, il peggio del sindacato concertativo, chiede a gran voce di applicare in fretta l’accordo capestro di Pomigliano. Bonanni ed Angeletti vengono pubblicamente e continuamente lodati da Tremonti, Sacconi e Marchionne per aver definitivamente saltato il fosso.

Questa è la ricetta per la ripresa del “capitalista democratico” Marchionne.  La speranza del capitalismo nostrano, l’idolo del PD e di Bertinotti, elogiato senza vergogna anche nei giorni neri di Pomigliano da Fassino, Chiamparino & co., detta le sue condizioni. Licenziamenti, minacce, delocalizzazioni: non manca proprio nulla. In confronto Valletta era un fiorellino di campo.