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30
Giu
2010

GALLIERA: OSPEDALE A MISURA DI DONNA . CONFERMATI 3 BOLLINI ROSA

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Roma – Questa mattina, nell'ambito di una cerimonia svoltasi al Ministero della Salute, sono stati confermati all'Ospedale Galliera di Genova (premiato già nel 2007) i “3 bollini rosa”, massimo riconoscimento a livello nazionale, per l'alto grado di attenzione specifica nei confronti delle donne ricoverate e delle malattie femminili.   “Siamo lieti- dichiara Adriano Lagostena, Direttore Generale dell'Ente – di ricevere oggi questo riconoscimento. Si tratta non solo di una conferma ma soprattutto di un significativo risultato che evidenzia un sempre più complesso percorso di attività svolto da tutti i nostri operatori sanitari. Un lavoro svolto quotidinamente con passione e professionalità su più fronti: cura, ricerca, tecnologia abbinati a umanizzazione e dialogo. Un impegno costante e collettivo finalizzato ad aumentare la salute e il benessere della donna”.

L'iniziativa ideata e promossa dall'Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna (O.N.Da) giunge quest'anno alla quarta edizione e si pone l'obiettivo di identificare sul territorio nazionale le strutture più attente alle esigenze femminili. Nell'ambito dell'evento è stata presentata anche la guida che contiene le segnalazioni dei 224 ospedali ‘a misura di donna’ . L'Ospedale Galliera è tra le 51 realtà sanitarie ad aver ottenuto i 3 bollini.

I “bollini rosa” - spiega Francesca Martini, Sottosegretario di Stato alla Salute - rappresentano un marchio di eccellenza da considerarsi come punto di partenza per favorire la crescita della “prospettiva di genere” da intendersi come fattore strategico di qualità nell’erogazione delle cure nell’ambito delle strutture sanitarie. E’ proprio in questa ottica che considero fondamentale la presa in carico della paziente e la valorizzazione dell’integrazione dei servizi e dei percorsi territorio-ospedale; ed è mia intenzione sostenere sempre di più tutte quelle strutture che pongono le donne al centro della loro attività e che contribuiscono allo sviluppo di una “medicina di genere” che non si occupi soltanto delle patologie femminili ma di una nuova branca della medicina che guarda all’impatto clinico della malattia e al follow up del farmaco e delle cure in ambito femminile".