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GENOVA LA BIBLIOTECA BRUSCHI TRASLOCA NELL'EX MANIFATTURA TABACCHI
Inaugurata sabato 24 marzo la nuova sede della biblioteca Bruschi che si trasferisce nella restaurata ex Manifattura Tabacchi per costituire, insieme a un auditorium, una sala musica e un’aula multimediale dislocati su due piani, un complesso di alta valenza culturale.
Gli spazi dedicati alla biblioteca si sviluppano in un ampio locale affiancato da una galleria vetrata, che garantirà funzionalità e flessibilità mentre, l’articolazione dell’ambiente e l’abbattimento delle barriere architettoniche offriranno finalmente la giusta dimensione di accoglienza agli utenti con diminuite capacità di deambulazione. Inoltre la dotazione di una tecnologia più efficiente consentirà la fruizione ai servizi di lettura dei disabili della vista.
In effetti la Bruschi è sempre stata sensibile ai temi del disagio, inserendo in organico persone disabili – anche 3-4 alla volta – che si alternano per periodi di almeno due anni.
Si parte dal presupposto che la biblioteca non è semplicemente un luogo di conservazione della cultura e del sapere, ma anche un centro di consultazione e di aggiornamento, di conseguenza i servizi devono essere accessibili per tutti.
Inoltre, considerando la biblioteca un centro di risorse al servizio della collettività, il trasferimento in una sede più confortevole e meglio organizzata favorirà anche la trasmissione della cultura dei media, attraverso l’utilizzo di avanzate tecnologie digitali ed informatiche.
La nuova struttura sarà organizzata tenendo conto dei bisogni espressi dal territorio e degli stimoli culturali promossi dalla circoscrizione.
Infine sabato 24 marzo, durante l’inaugurazione della biblioteca, la strada che introduce nel complesso dell’ ex Manifattura Tabacchi verrà intitolata a Filippo Emanuele Bottino, del quale alleghiamo la biografia.
Dati statistici al 31/12/06:
Patrimonio librario: 33.610
Presenze in sede: 7.201
Opere date a prestito: 20.878
Iscritti al prestito 642
N. ore di utilizzo postazione internet: 936
N. acquisti 250
N. doni 900
La storia della Manifattura Tabacchi di Sestri Ponente è strettamente legata a quella più generale dello sviluppo industriale del Ponente genovese a cavallo degli ultimi due secoli.
Nella seconda metà dell'800 Sestri vantava numerose industrie naval-meccaniche accanto alle quali sorgevano altre attività produttive legate alla lavorazione delle pelli e del tabacco. Il borgo era organizzato lungo una serie di assi paralleli alla costa che, nei secoli, si erano estesi in successione dal monte verso il mare.
Nel 1846 ha origine la concentrazione industriale sulla costa, quando i Westermann installarono, all'estremo levante, un'officina meccanica presso i cantieri navali che ne alimentavano l'attività. Uno dei cantieri è quello dei fratelli Cadenaccio, presente già dal 1815 e passato in seguito, come la grande maggioranza delle altre attività, aree e immobili della zona, all'Ansaldo.
Nel 1870 la Westermann viene riconvertita in Cantiere Navale Odero mentre nel 1859 nasceva la fabbrica di bulloni G.B.Gillet e nel 1880 le ferriere Raggio.
Come accennato, accanto all'industria meccanica si trovavano i primi insediamenti
manifatturieri, come la conceria Cohen nata nel 1867 e la Manifattura Tabacchi del l886; entrambi gli stabilimenti sono a monte della linea ferroviaria, in un ambito ancora prevalentemente agricolo ad Ovest dell'abitato.
In definitiva, Sestri era una "città" dotata di una forte identità industriale già prima che l'Ansaldo vi acquistasse il cantiere Cadenaccio nel 1894.
Tuttavia, da allora la presenza della Società fu assolutamente determinante non solo per l'ulteriore incremento dell'industria pesante, ma soprattutto perchè fece maturare, nella mentalità locale la consapevolezza della vocazione industriale del borgo.
Significativo il fatto che ancora nell'Annuario del 1886 venissero descritti di Sestri
solo gli aspetti legati all'attività turistico-balneare andata progressivamente decadendo negli anni immediatamente successivi.
Dall'ultimo decennio dell'800 ai primi del '900, periodo di inizio dell'attività della Manifattura Tabacchi assistiamo ad un balzo nell'ampliamento della proprietà Ansaldo che, dal secondo decennio del secolo diventa unica protagonista della trasformazione del tessuto industriale di Sestri, privata di tante aziende in crisi a causa della difficile congiuntura economica.
In questo quadro, nella necessità bellica del ‘15/’18, nel successivo andamento di crescita, vanno inquadrati i costanti tentativi Ansaldo di avere controllo in qualunque forma possibile dell'area prossima alla Manifattura ed in seguito della Manifattura stessa; una sorta di anomalia costituita dallo stabilimento come si diceva in apertura, rispetto alla tendenza "storica", alla vocazione egemonicamente contieristico-industriale
impostata per tutta la zona dall' Ansaldo di quegli anni.
Già il 24/5/1800 i municipalisti di Sestri Ponente davano informazione alle centrali autorità di Genova circa" l'ottimo" funzionamento della “fabbrica del tabacco di Sestri”
L'edificio era allora ubicato fra le attuali Via Antinori e Via Giotto, presso ponte San Nicola.
Nel 1867 il Consiglio Comunale di Sestri Ponente ipotizzò la costruzione di un --
nuovo edificio per la manifattura Tabacchi e più precisamente "nell'area a Sud della Casa comunale, in Via Anna Imperiale ( oggi Via Biancheri ) con il concorso e la cooperazione del governo ".
Solamente il 27/3/1885 il Comune di Sestri delibera di costruire sull'area sita tra via dei Costo, via Foscolo, via Calcinare e via Casella una "Nuova Manifattura dei tabacchi" da affittare per 30 anni al ministero delle Finanze.
Il 28/7/1887 il Comune di Sestri approvava il pagamento di lire 497.656 all'impresario Domenico Parodi ed entrava così in funzione lo stabilimento che ospiterà nel tempo migliaia di dipendenti tra "sigaraie" e altri.
Le condizioni di lavoro nelle manifatture tabacchi erano ovunque molto dure come testimoniano anche i forti movimenti di lotta delle sigaraie fiorentine, precedenti di alcune decenni quelli sestresi, a causa dei vapori dovuti alla lavorazione ed al grandissimo numero di donne che veniva impiegato e che recava con sé una grande quantità di problemi di gestione familiare.
In questo senso fu una conquista, presso la Manifattura di Sestri, l'istituzione della" nursery " per i figli piccoli delle operaie all'interno dello stabilimento stesso.
I rapporti spesso polemici che hanno visto protagonisti Comune, Amministrazione della Manifattura e Ministero delle Finanze tendono a smorzarsi, sul finire degli anni '20 e durante i '30, affermandosi uno stato di fatto immutato nella gestione della cosa e assistendo all'entrata organica in scena dell'Ansaldo.
Intorno al 1961, l'attività manifatturiere iniziava a rallentare determinata dal tramonto di Sestri come centro produttivo del settore sino a vedere la produzione a pieno regime cessare, con la permanenza di una ridotta continuità produttiva, comunque decrescente, sino agli anni '70.
Nel 1973 si stabilì un nuovo contratto di locazione fra I’Ansaldo e l'Amministrazione Monopoli di Stato che gestiva la manifattura.
Nei pochi anni successivi andava estinguendosi del tutto l'attività manifatturiera con cessazione totale nell’aprile 1981 con una presenza di ormai solo 50 dipendenti.
Da allora sino al 1994 restarono in uso alcune parti dell’immobile come deposito dei Monopoli di Stato sino all’accordo della Fincantieri con lo IACP di Genova per la cessione dell'importante struttura ai fini di recupero e di riutilizzo positivo .
Caratteristiche storiche dell'edificio
Il complesso occupava, dalla data della sua costruzione, un'area di mq 9300 e si articolava in un insieme di costruzioni la cui matrice compositiva va ricercata negli agglomerati industriali fine 800 ove un corpo esterno continuo, a recintare generalmente l'area di proprietà, ha al suo interno un corpo centrale. Tale tipologia, in qualche misura assimilabile alla grande cascina della pianura padana,diffusa in tutti i paesi europei a grande concentrazione industriale è unica in Genova.
Il corpo perimetrale è costituito da piano terra e primo piano, coperto da struttura lignea
sostenuta da capriate metalliche tipo Polanceau fuse, così come le colonne in ghisa che sostengono i percorsi perimetrali in fonderie Sestresi.
Soltanto il corpo lungo Soliman presentava, trattandosi della direzione, l'imponenza propria della funzione avendo un secondo piano.
Nel corpo centrale, sopraelevato nel 1911 si avevano le funzioni di assistenza al personale(servizi igienici, mensa, cappella religiosa, nursery ecc). Tale funzioni furono in seguito progressivamente ridotte per trasformare anche tale parte in magazzino.
La costruzione è costituita a piano terra da grandi vani con strutture metalliche a doppia trave aT imbullonate portanti solai a volti ne in mattoni.
Il corpo centrale sorge al centro di un grande cortile in origine pavimentato in arenaria di La Spezia che probabilmente esiste ancora al di sotto di un manto di asfalto posato nel dopoguerra.
Un percorso aggiunto, esterno al primo piano, consente di servire le "stanze" di essicazione disimpegnandole. Tale percorso esiste su tre lati all'esterno della costruzione, mentre sul quarto verso via Costo è ricavato all'interno. II percorso pensile è sorretto da colonne in ghisa.
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