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07
Mar
2007

GENOVA NELL' EX ISTITUTO DORIA NASCE IL PALAZZO DELLA SALUTE DELLA VALBISAGNO

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Nell’atrio ci sono le statue dei benefattori genovesi che, nel corso dei due secoli passati hanno sovvenzionato con lasciti più che generosi una struttura che ha traguardato il terzo millennio. Adesso, proprio loro per i primi, sarebbero soddisfatti di vedere che l’ex Ipab «Doria» di Molassana, cambia volto, ma non la tradizionale finalità di assistenza verso la popolazione della Valbisagno che l’ha contraddistinta fin dal principio. Il grande palazzo in cima a via Struppa è stato per metà acquistato dalla Asl 3 genovese che, con un finanziamento di 5 milioni di euro ha ottenuto la proprietà del corpo centrale dell’edificio e del corpo est acquisendo una superficie totale di 7mila metri quadrati.

«Qui nascerà entro il 2009 il Palazzo della Salute della Val Bisagno e Val Trebbia, una piastra polispecialistica ambulatoriale a servizio di una popolazione di almeno 80 mila abitanti» spiega Maria Romana Dellepiane, direttore del Distretto V della Asl 3 genovese. La dottoressa, insieme ad alcuni suoi collaboratori, ha presentato ieri per una lunga giornata «a porte aperte» i nuovi spazi da ristrutturare spiegando a cittadini e amministratori locali arrivati a «curiosare» in via Struppa cosa andrà a riempire le grandi stanze oggi vuote. Affiancandosi a quanto già esiste, in un potenziamento sinergico. Ed ecco che al piano terreno del corpo centrale, all’entrata, ci saranno il centro di prenotazioni, l’anagrafe sanitaria, il centro prelievi, l’ambulatorio infermieristico, l’accoglienza sociosanitaria.

Al piano superiore troveranno posto gli uffici amministrativi, un salone per conferenze aperto anche alla circoscrizione oltre ad aule per la formazione. All’ultimo piano sorgerà un nuovo polo oncologico ambulatoriale, vera novità e fiore all’occhiello della struttura.

Nel corpo est invece ci sarà posto per riunire le riabilitazioni di via Piacenza e via Adamoli oltre a locali disponibili (in linea di massima) per le pubbliche assistenze. Al primo piano lavorerà il consultorio e sopra, al secondo piano, il centro di salute mentale. Questi servizi si aggiungeranno alle specialità già esistenti: Cardiologia, Chirurgia, Dermatologia, Diabetologia, Moc, Neurologia,Oculistica, Odontoiatria, Otorinolaringoiatria, Ortopedia, Pneumologia, Reumatologia, Urologia, Allergologia, Angologia e Radiologia.

«Attualmente sono in corso le procedure per la realizzazione del progetto esecutivo, in primavera verrà reso pubblico il piano di lavoro che prevediamo di concludere da qui a tre anni», continua la Dellepiane che spiega anche come ci siano già fondi dedicati per i lavori di ristrutturazione. L’obiettivo è anche quello di raggruppare in un’unica collocazione i vari servizi specialistici ora sparsi per il territorio da via Adamoli a via Piacenza. C’è di più. «Contiamo di realizzare un punto di accoglienza sociosanitario in grado di rispondere ai bisogni dei cittadini in maniera completa - continuano gli esperti della Asl -. Infatti la collaborazione con i servizi sociali del Comune sarà molto stretta e si realizzerà qui una rete di assistenza molto più ampia e completa».

Non solo gli spazi oggi riservati al consultorio si amplieranno, organizzandosi meglio, ma anche le aree riservate al centro di salute mentale potranno contare su un’ampliamento importante. Alla fine in via Struppa lavoreranno circa 300 dipendenti tra personale sanitario e amministrativo. Ma il punto di forza del Palazzo della Salute della Val Bisagno e della Val Trebbia sarà il nuovo polo di cure oncologiche ambulatoriali. «Fino ad oggi chi deve sottoporsi a trattamenti chemioterapici deve raggiungere il centro città - spiega Filippo De Stefano, responsabile del nucleo operativo dello staff distrettuale -, qui saranno realizzate diverse salette per i pazienti e anche una grande sala di attesa per i parenti.

Crediamo che si tratti di un servizio che possa in quelche modo favorire la popolazione di tutta la valle, anche quella a mare di via Struppa, visto che certamente anche in mezzo al traffico risalire il Bisagno sarà più agevole che scendere. Dovrebbe verificarsi un’inversione di mobilità».

Ma non è tutto. Nei saloni ex Ipab (va ricordato che la parte di residenza protetta per anziani rimasta nel corpo Ovest è attualmente in corso di completa ristrutturazione, ma non accoglierà, a regime, più di cento ospiti) troverà posto anche l’Utap, l’unità che vede impegnati alcuni medici di famiglia che, riuniti in associazione, saranno a disposizione dei cittadini anche di sabato e di domenica, svolgendo, a regime, anche un servizio di guardia medica notturna. «Abbiamo pensato questo palazzo della Salute come un centro destinato a cambiare in modo dinamico, in conseguenza delle necessità della popolazione - aggiunge il direttore sanitario della Asl 3 Mario Fisci -. Non si tratta di mettere uno vicino all’altro dei servizi sanitari, bensì di farli parlare tra di loro, in maniera da essere anche più vicini alla gente».

Fonte edizione ligure quotidiano "Il Giornale"
Articolo di Monica Bottino

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