Stampa
19
Dic
2009

GLI AGRITURISMI LUNIGIANESI SUL PIEDE DI GUERRA

Pin It

Pronti a scendere di nuovo in Piazza, a Firenze, per difendere gli agriturismi e il progetto di una filiera agricola tutta italiana. Si preannuncia un fine anno molto caldo per gli agriturismi della Toscana, e della Lunigiana (un centinaio le strutture), in attesa, fin’ora vana, della riforma del settore “congelata” improvvisamente dalla Regione Toscana lo scorso 10 dicembre dopo l’ok della commissione agricoltura del Consiglio regionale. “La politica ci boicotta – lancia la nuova campagna Francesco Ciarrocchi, Direttore Provinciale Coldiretti – Non siamo disposti ad attendere oltre le modifiche di una norma, che giudichiamo indispensabili per ridurre la burocrazia; semplificare le procedure legate all’apertura e all’ampliamento dell’attività; offrire strumenti adeguati alle imprese che intendono diversificare i servizi; garantire un reale sostegno al reddito agricolo (strategico, in questi momenti di crisi), ma anche per favorire, attraverso un più stretto e stringente legame con il territorio, la tutela e la valorizzazione di quella toscanità ormai conosciuta ed apprezzata in tutto il mondo”.

Da qui la decisione – dopo l’incontro venerdì 18 dicembre dei vertici di Coldiretti (www.massacarrara.coldiretti.it) – di tornare allo stato di mobilitazione per difendere uno dei settori fondamentali del progetto di filiera corta.  “Da oggi  Coldiretti – spiega Ciarrocchi - torna a mobilitarsi, incontrando prima di tutto i consiglieri regionali che, nella doppia seduta del 22 e 23 dicembre, sono chiamati a discutere, tra le altre cose, la proposta di legge della giunta. Ma appuntamenti sono stati fissati anche con parlamentari, presidenti e assessori provinciali, sindaci e rappresentanti delle istituzioni locali”.

L’obiettivo? E’ chiaro: illustrare lo spirito e i contenuti di una legge che non nasce per fare concorrenza ad altre forme di accoglienza, ospitalità e ristorazione, ma per intercettare segmenti di mercato che sono interessati a un’offerta di servizi diversa e alternativa a quella tradizionale.

“La filiera corta – conclude il Direttore Provinciale – trova la sua massima applicazione negli agriturismi, che sono anche aziende agricole, e quindi, presidi territoriali. La rete degli agriturismo fa parte del nostro progetto nazionale; è un veicolo commerciale, promozionale e di valorizzazione vicino fisicamente al modello agricolo. La ristorazione, all’interno degli agriturismi, è la naturale collocazione dei prodotti. Sono consumati dove sono realmente prodotti. Questa è la filiera corta per cui siamo disposti a tornare ancora una volta in Piazza”.