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27
Apr
2010

I CONTAINER VUOTI DI SPINELLI A SAMPIERDARENA?

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Solo dopo che verranno verificate – e scongiurate – le possibili ripercussioni sul traffico locale.Perché se è pur vero che l’area delle ferrovie individuata dal Comune  si estende  lungo Via Perlasca e quindi relativamente fuori dal centro abitato (comunque a ridosso delle case) è anche vero che vi si accede solo dal Ponte Pieragostini e che i mezzi pesanti arrivano al Ponte passando nelle Vie Molteni, Avio, Pacinotti e Pieragostini, appunto.Proprio il nome che si diede il comitato di quartiere quando si costituì, 7 anni fa, per chiedere la fine del passaggio dei TIR in mezzo alle case.

Se ci sono soluzioni alternative a questo percorso o se esiste un modo per far transitare i mezzi pesanti sul Ponte senza paralizzare il traffico delle vie vicine (tutte densamente abitate)  è bene che il Comune le tiri fuori subito, oppure ammetta una volta per tutte che l’incubo di Sampierdarena continuerà per molti anni ancora e che gli abitanti farebbero bene a rassegnarsi o a cercarsela da soli, una soluzione alternativa.

Sappiamo bene cosa succede in città quando si creano ingorghi intorno alla Fiumara, eppure in tutti questi anni non si è adottato un solo provvedimento per ridurre il traffico, sono anzi aumentati i fattori di intralcio alla circolazione. Dal posizionamento del capolinea dell’8 in Via Avio, alla rotonda di P.zza Vittorio Veneto che non riesce ad assimilare  il traffico soprattutto proveniente da Ponente, allo stesso  terminal di proprietà della società Autamarocchi, che avrebbe dovuto essere delocalizzato proprio per l’incompatibilità della sua attività con le case vicine (per il rumore) e con la mobilità della zona. Al quale adesso si affiancheranno i container di Spinelli.

Le soluzioni proposte per risolvere i conflitti a livello territoriale comportano sacrifici notevoli per la cittadinanza, spesso il disagio nasce come provvisorio , ma il timore più forte è che invece i tempi si allunghino in attesa di una soluzione definitiva e compatibile con le esigenze generali. Se poi si continueranno a sacrificare tutti gli spazi per le merci  e non per le persone sarà scontato che a prevalere sia la logica del profitto a tutti i costi e non quella di uno sviluppo sostenibile e di una qualità della vita accettabile.

 (Circolo Legambiente “ G. Rebora” di San Pier D’Arena)