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06
Dic
2010

LIGURIA: IL NUOVO PIANO CASA

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Il piano casa approvato un anno fa (legge 49 del 2009) non è mai decollato. Poche le domande di ampliamento di edifici esistenti, molte le obiezioni sollevate da più parti: comuni, associazioni di categoria, cittadini. La nuova Giunta eletta in primavera ha avviato subito un lungo lavoro di confronto con la maggioranza e il territorio per capire cosa non funzionava e procedere alle modifiche più opportune. Con la delibera di questa mattina la legge è stata modificata in alcuni dei punti più controversi.
"Siamo molto soddisfatti del lavoro di questi mesi, condotto con umiltà e trasparenza - ha detto la vicepresidente e assessore all'urbanistica Marilyn Fusco - con il contributo di tutti siamo riusciti ad arrivare a una buona condivisione".

Sparisce la definizione di edificio incongruo. Si parla nel testo modificato di edifici "suscettibili di riqualificazione architettonica e ambientale", introducendo per un verso criteri più specifici che riducono le difficoltà di valutazione e interpretazione sollevate da diversi comuni, per un altro verso una maggiore immediatezza per l'approvazione di progetti che eccedono i limiti volumetrici di piani urbanistici comunali ma rientrano in quelli stabiliti dal Piano Casa.

Estensione agli edifici già condonati. Tecnicamente gli edifici che hanno già beneficiato di un condono vengono definiti "di tipologia 1". Era uno dei punti più controversi l'anno scorso, quando la legge venne approvata. Con la modifica di oggi vengono mutuati nella legge ligure i criteri già applicati in altre regioni italiane.

Estensione agli impianti produttivi. Gli edifici destinati ad attività artigianali e industriali possono essere ampliati nei limiti stabiliti dalla legge (inferiori, in proporzione, a quelli per gli edifici a uso abitativo), ma con un vincolo di esclusione di cambio di destinazione d'uso per un periodo minimo di vent'anni, per evitare ovvie speculazioni. Gli interventi di ampliamento devono essere finalizzati, oltre che all'incremento dell'attività produttiva, anche al miglioramento degli ambienti di lavoro e dell'inserimento paesistico ambientale delle costruzioni. Rimangono esclusi gli immobili commerciali, agricoli e turistico-ricettivi.

I comuni avranno la possibilità, nel termine perentorio di 45 giorni dall'entrata in vigore delle
modifiche alla legge, di individuare con apposite delibere le aree in cui potranno essere fatte le
demolizioni e le ricostruzioni.

"Ci auguriamo che aumentino le domande - auspica Marylin Fusco - speriamo di aver rimosso tutte le difficoltà all'applicazione della legge, e che possa dare i benefici che aspettano i cittadini e le
imprese. Il Piano Casa vuole solo accelerare alcune procedure, non supera e non contraddice gli strumenti e le leggi esistenti, recepisce le linee guida dell'intesa in materia tra Stato e Regioni. La nuova legge passerà in Consiglio a gennaio 2011, viste le esigenze di approvazione del bilancio: per recuperare il tempo perduto abbiamo esteso la validità fino al 31 dicembre 2013".