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21
Ago
2010

OCEANA SCOPRE NELLE BALEARI MOLTI DEGLI HABITAT PIŸ MINACCIATI DEL MEDITERRANEO

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Grandi fondali coralligeni e letti di maërl, spugne carnivore, coralli neri, coralli bambù o striati, crostacei e molte altre specie sono un riflesso della straordinaria diversità biologica di queste zone
Il catamarano che compie le ricerche per l’organizzazione internazionale dedita alla tutela del mare, l’Oceana Ranger, in collaborazione con la Fondazione “Biodiversidad”, ha appena portato a termine in Palma di Maiorca una spedizione che è durata quasi tre mesi:

le ultime due settimane sono state spese nelle Baleari.

Oceana ha rilevato nelle montagne sommerse di queste isole molti degli ecosistemi più minacciati del Mediterraneo. Sono a rischio gli habitat di coralligeno, le pareti di gorgonia, le distese di spugne e i letti di maërl, per non menzionare la vulnerabilità delle praterie di coralli bambù, delle piume di mare giganti, dei fondali con brachipodi da fango. Da quando Oceana ha cominciato a estrarre campioni da queste montagne -nel 2006- ha compiuto oltre 30 immersioni con robot sottomarino (ROV), scendendo da 80 a 670 metri di profondità, riuscendo a percorrere oltre 50 Km. in immersione e a filmare 90.000m² di ecosistemi del fondo marino.

 Tra i rilevamenti più interessanti ricordiamo: le spugne carnivore e le lumache tritone sulla montagna Ausias March -entrambe sono specie protette dalla Convenzione di Barcellona-, i coralli neri e i coralli bambú di Ses Olives, le distese grandi e variegate di spugne e gorgonie, insieme alle oloturie nuotatrici nel banco Emile Baudot, conosciuto anche come “Es port d’es francés”. Inoltre, grazie alla luce che penetra in profondità nella colonna d’acqua, si assiste allo sviluppo di esuberanti distese di alghe verdi, rosse e marroni, incluso di colonie coralli gene che si trovano a 150 metri di profondità. Da questa notevole biodiversità traggono beneficio specie pelagiche protette dalla legislazione nazionale ed internazionale, come: lo squalo, la tartaruga comune, il delfino comune e quello striato, avvistati anch’essi in zona nel corso di questa spedizione.