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06
Giu
2010

PARAGGI , UNO SBANCAMENTO DI PUDDINGA PER REALIZZARE UN PARCHEGGIO PER I ìVIPî

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Sul quotidiano “La Repubblica” del 1° giugno 2010 è comparso un articolo di Marco Preve (autore con Ferruccio Sansa del libro “Il Partito del cemento”) che riguarda l’ennesimo “squarcio” (legale, anzi: legalissimo) in uno dei “Santuari” della Natura, in pieno Parco del Monte di Portofino: la realizzazione di 19 box sulla strada che collega Santa Margherita Ligure a Portofino, in prossimità del Castello di Paraggi, con lo sventramento della puddinga del Monte.
L’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino”, fondata dal prof. Ardito Desio e attualmente presieduta dal giornalista e scrittore Raffaello Uboldi, segnala questo ennesimo intervento invasivo nell’area del Parco, e denuncia il ritorno di una tendenza, quella degli anni Sessanta e Settanta.
In effetti, cambiano i tempi, cambiano i “topi”, ma la “groviera” resta sempre la stessa: il Monte di Portofino. Appetibile, invidiabile, da far venire l’acquolina in bocca a tutti, soprattutto ai potenti di turno (non ai poveri contadini che, invece, faticano ad aprire una finestra o a dotarsi di un piccolo vano per il WC…).
Ricordate gli anni Settanta? Ricordate quando il Monte veniva perforato per ricavare ascensori, gallerie per trenini, piccoli bunker che facevano il paio con mini-alloggi, mini-appartamenti da “Mille e una notte”?
E pensare che, allora, queste notizie finivano sulle prime pagine del “Secolo XIX”. Ci pensava Aldo Bortolazzi a fare lo scoop, oppure Renato Pasquario o ancora Giuliano Crisalli…
Oggi la musica sembra tornare ad essere la stessa: tutto regolare, tutto regolarissimo. E poi, si sa, i box non fanno male a nessuno. A Santa Margherita Ligure sono diventati un’esagerazione, e le colline, i dossi, le montagnette, sono tutte un pullulare di box. Sono tanti, tantissimi, forse migliaia. Ne continuano a costruire ovunque, in terra e in ogni luogo. Forse anche sul mare…
E più box si costruiscono, più aumentano le automobili posteggiate. Chissà perché? Mistero.