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05
Lug
2010

POSTE ITALIANE ALLUNGA LA MANO SULLE PENSIONI: LA PROTESTA DI UN PENSIONATO GENOVESE

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"Da tempo Poste Italiane vuole costringere i pensionati  a riscuotere la pensione tramite libretto postale. E arrivata a calendizzare il pagamento in contanti  delle pensioni adducendo ogni sorta di pretesto: dal "migliorare il servizio e evitare code e disagi " al "trasportare cifre rilevanti"e altre amenità varie.
Magicamente se un pensionato accetta di riscuotere il pagamento tramite libretto postale tutte queste "calamità" svaniscono infatti può riscuotere in contanti la pensione dal primo giorno con "corsia preferenziale".
Io sono titolare di una pensione INAIL in qualità di invalido del lavoro. Non dispongo di conti correnti bancari né postali né, peraltro, ho intenzione di procedere all'apertura di conti e/o libretti.
Del resto la volontà di procedere eventualmente in tal senso (apertura conti e/o libretti) deve essere, per definizione, libera; quanto le Poste italiane si sono accinte a fare, invece, integra una vera e propria coercizione.
Tanto è vero che l'unica alternativa è quella di recarsi a ritirare la pensione nel giorno già stabilito dalla Poste stesse.
Orbene innanzitutto occorre evidenziare come i soldi dell'ammontare della mia pensione (come di quella di tutti gli italiani titolari di pensione) appartengano a me e non possano essere gestiti da terzi Poste italiane, il cui unico compito è la reale dazione del denaro, né da Inps ,che si serve delle Poste italiane solo affinché i soldi giungano al legittimo proprietario.
Ritengo sia il caso di ribadire: il credito della pensione, che si trovi presso Inps o presso le Poste, ha un unico proprietario: il pensionato, nessun altro.
Il fatto che Inps debba, per propria scelta organizzativa, servirsi di Poste italiane non può in nessuna maniera inficiare il diritto del pensionato a ricevere il primo di ogni mese l'ammontare della pensione spettantegli.
Ciò premesso, in riferimento alla mia personale situazione (ma che sicuramente è da considerarsi una posizione in cui si trovano moltissimi altri italiani), quale invalido ho estrema difficoltà a muovermi per recarmi presso l'ufficio postale dove ritiro normalmente la mia pensione.
Allo stato mi troverei di fronte, come detto, ad una sola alternativa: 1) prelevare la pensione nel giorno stabilito da Poste italiane ossia dopo 7 giorni successivi al primo del mese o 2) accendere un libretto postale.
In entrambi i casi mi troverei in una situazione di notevole svantaggio, infatti: nella prima ipotesi ritirerei la pensione in una unica soluzione ma con numerosi giorni di ritardo e ciò mi porrebbe nella situazione di ritardare pagamenti di bollette e/o debiti vari la cui scadenza è anteriore alla percezione della pensione (occorre solamente accennare che in caso in cui non pagassi alle scadenze previste mi verrebbero comminati gli interessi di mora); nella seconda ipotesi, invece,dovrei lasciare in deposito una somma minima e a me la pensione serve TUTTA per poter arrivare a fine mese(quando ci riesco)
La stessa INPS non può in alcun modo differire il pagamento che deve essere obbligatoriamente il primo giorno bancabile di ogni mese."
 
"Davide Dellacasa"