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21
Dic
2009

POVERI E RICCHI INSIEME AL PRANZO DI NATALE.

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GENOVA.Zingari e stranieri, bambini e anziani, disabili e senza dimora, malati, ex detenuti, saranno più di tremila, quest’anno, gli ospiti dei pranzi di Natale organizzati dalla Comunità di Sant’Egidio e dai mille volontari il 25 dicembre e i giorni precedenti nella basilica dell’Annunziata e in altri 27 luoghi della città.
Una cifra imponente. Per questo rivolgiamo un appello a tutti i cittadini, per sostenere lo sforzo della Comunità di Sant’Egidio di allestire dei luoghi familiari e accoglienti per chi è solo o in difficoltà. Perché se ci si mette all’altezza dei poveri, il Natale può diventare una maledizione.
Chi desidera aiutare, lo può fare telefonando al numero 010.2468712, oppure rivolgendosi dal 19 al 24 dicembre al centro di raccolta di Piazza De Ferrari (nei pressi dell’albero di Natale) dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.
Per donazioni: conto corrente bancario Associazione Copos volontari/Comunità di Sant’Egidio IBAN IT13 L061 7501 5950 0000 3211 080.

Tremila poveri sono una cifra grande. Un esercito sempre in aumento. Ma non è solo la crisi economica e finanziaria, la causa del problema. È in atto un’altra crisi, che acuisce e cronicizza quell’altra: è la crisi delle relazioni di prossimità, della rete di sostegno tra parenti, amici, vicini di pianerottolo. Una povertà che non possiamo chiamare “nuova”, ma che è figlia dell’individualismo.
Per questo il pranzo di Natale con i poveri non è solo una bella tradizione per molti genovesi, ma è l’immagine della nostra città come la vorremmo: con molti meno muri e con la capacità di mettere in comune più risorse.
Come diceva Camus: «non essere amati è una semplice sfortuna; la vera disgrazia è non amare».