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19
Dic
2009

SI CHIUDE LA COP15 DI COPENHAGEN ."NON ACCORDO" SENZA FIRME E' UNA TRUFFA CHE NON RISOLVE NULLA

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Copenhagen. Un "non accordo", senza firme, con una lista di buoni e cattivi in calce, e assolutamente incapace di affrontare la crisi ecologica che ci troviamo di fronte e che, secondo gli appelli del panel di scienziati delle Nazioni Unite, si sta aggravando giorno dopo giorno. E' questo il risultato di tutti questi giorni di lavoro a Copenhagen, senza alcuna responsabilità né visione sul futuro. Ma i leader ne siano certi: a maggior ragione oggi non li lasceremo mai soli, con il nostro pianeta tra le mani. Gli diamo appuntamento a Bonn, e poi a Città del Messico, perché questa decisione non risolve nessuno dei problemi sul tappeto.
Ad oggi, infatti, non esiste alcun impegno concreto e vincolante di riduzione delle emissioni di gas serra, nonostante il balletto di cifre che è stato diffuso in questi 11 giorni di negoziati inefficaci. Rimane il limite dei 2°C di aumento medio delle temperature, denunciato con forza dai Paesi più poveri e dagli Stati insulari come minaccia sulla loro stessa sopravvivenza. Si parla di finanziamenti a breve-medio e lungo termine, che dovrebbero partire con circa 30 miliardi di dollari all'anno dal 2010 per raggiungere i 100 miliardi nel 2020,  finanziamenti che per buona parte deriveranno da riallocamenti di risorse già stanziate per gli aiuti internazionali, dal Carbon trading (meccanismo che si è dimostrato inefficace per l'abbattimento delle emissioni) e che non ripaga per nulla il debito ecologico che i Paesi industrializzati hanno contratto storicamete con il resto del pianeta.
"Un impegno finanziario inadeguato", spiega Alberto Zoratti portavoce a Copenhagen dell'organizzazione italiana Fair nel network Climate Justice Now!, "che dal 2010 risulta essere addirittura meno di un decimo di quello richiesto dai Paesi industrializzati. A Copenhagen si è consumata la disfatta di una leadership che si è dimostrata inadeguata ad affrontare le sfide del nostro tempo".
"Oltre all'irresponsabilità nel raggiungimento di un "non accordo" truffa, come reti internazionali denunciamo una mancanza di trasparenza e di democrazia all'interno di uno spazio importante come quello delle Nazioni Unite. Abbiamo visto una deriva pericolosa, fatta di documenti segreti, di gruppi informali e di esclusioni eccellenti. Dinamiche degne della peggiore Organizzazione Mondiale del Commercio. Crediamo, come movimenti sociali, che sia venuto il momento di riattivarsi nuovamente per far sentire le ragioni della società civile e dei miliardi di esclusi che saranno le vere vittime di questo irresponsabile disastro".