Cronaca
DA GENOVA LA PRIMA COSTITUZIONE ITALIANA MULTILINGUE PER GLI IMMIGRATI
Costituzione Italiana multilingue per contribuire all’integrazione degli immigrati. Le prime copie dell'iniziativa della Regione Liguria sono state distribuite in occasione della prima conferenza nazionale sull’immigrazione a Genova. La traduzione in albanese, arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, rumeno, russo e spagnolo riguarda i principi fondamentali della parte prima della carta costituzionale, quella sui diritti e doveri e dei cittadini.
La prima tiratura è di 10 mila copie che saranno distribuite nelle scuole, nei Centri per l’educazione permanente agli adulti (frequentati 90% da immigrati), nei punti di ritrovo degli immigrati in città.
“Nel momento in cui si stanno riducendo da dieci a cinque gli anni per ottenere la cittadinanza italiana, credo sia giusto far conoscere agli immigrati i capisaldi della Costituzione Italiana a tanti futuri nostri connazionali per un dovere civile e per rimarcare la volontà di un loro riconoscimento, attraverso la conoscenza dei diritti e dei doveri che li attendono”, ha spiegato l’assessore Vesco.
“E’ il primo convegno pubblico sul tema dell’immigrazione – ha spiegato l’assessore Enrico Vesco – durante il quale la Regione Liguria ha intenzione di chiedere atti concreti al Governo di centrosinistra, in parte già attuati come l’allargamento del decreto flussi, visto che la nostra regione era stata tra le più penalizzate”.
Ammontano infatti a circa 11.000 le domande di permesso di soggiorno presentate in Liguria dai datori di lavoro per assunzioni regolari di immigrati, di queste la metà sono state presentate a Genova, ma solo il 10% circa sono state già esaminate. “Su queste basi – ha aggiunto l’assessore ligure – la nostra regione, su sollecitazione anche delle categorie dei datori di lavoro e dei lavoratori, insieme ad altre ha chiesto al Governo Prodi di incrementare il flusso legale di cittadini stranieri necessari anche all’economia del nostro Paese, anche in previsione del superamento della legge Bossi-Fini”.
Nel 2006 infatti le quote nazionali autorizzavano 170.000 nuovi arrivi e per la Regione Liguria la quota attribuita saliva da 2.800 a 3.000 unità a fronte però di una richiesta avanzata dalle organizzazioni datoriali e dei lavoratori di circa 7.500. Gli immigrati che lavorano in Liguria regolarmente ammontano a 30.264, per la maggior parte donne provenienti dall’Ecuador (più di 10.000 presenze), seguite dalla comunità albanese, da quella marocchina con poco meno di 3.000 presenze e dalla comunità peruviana con 2.000 presenze.
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