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20
Feb
2007

INDAGATI CASO CCS: RESPINTA RICHIESTA DISSEQUESTRO DEI BENI

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Respinta la richiesta di dissequestro dei beni avanzata dagli indagati del caso CCS È stata respinta dal Tribunale di Genova la richiesta di dissequestro dei beni avanzata dagli indagati del caso CCS: Corrado Oppedisano, Marco Curzi, e Massimiliano Di Palma, rispettivamente ex Presidente dell’Associazione, ex Tesoriere CCS e titolare di DMP Servizi Pubblicitari.

Il 13 gennaio scorso i tre indagati avevano presentato reclamo per l’annullamento del sequestro conservativo dei loro beni, richiesto da CCS a titolo di risarcimento per i danni economici subiti.

Il 13 febbraio la II sezione civile, presidente Claudio Viazzi, relatore Isabella Silva, ha decretato che le richieste di Curzi e di Di Palma non possono essere accolte, in quanto le prove a loro carico sono da ritenersi inoppugnabili in seguito alle loro stesse ammissioni di responsabilità rese al giudice penale. Anche il reclamo di Oppedisano è stato respinto in quanto gli viene riconosciuta, almeno a livello colposo, una grave inadempienza degli obblighi di Presidente nei confronti di CCS.

CCS Italia rappresentata dall’Avv. Cesare Manzitti e dall’avv. Vincenzo Di Franco ha quindi visto confermato, in attesa del processo penale, il sequestro dei beni di Curzi, Di Palma e Oppedisano. Restano vincolati anche i beni Di Castellini e Cavagnis che non avevano presentato reclamo, accettando quindi l’ordinanza che disponeva il sequestro.