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25
Ago
2007

BERNESCHI: GENOVA IN GRADO DI FARE DA SOLA I LAVORI PER IL TERZO VALICO PARTANO PRIMA DEL 2010

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"Non è più il tempo di chiedere allo Stato: dobbiamo fare tutto da soli e siamo nelle condizioni di partire tra poco. Il 2010 per il Terzo valico è una previsione troppo lunga".
In una battagliera intervista rilasciata al "Lavoro", il presidente di Banca Carige Giovanni Berneschi ha mostrato di non deflettere dalla posizione che sostiene ormai da tempo: "Lo ripeto per l'ennesima volta: i capitali ci sono. Il piano dell'Impregilo, il piano di Alberto Lina va benissimo, su quello si deve lavorare. Se il problema era quello che mancava la gara, e che il 'general contractor' era già deciso, questo si supera". Secondo Berneschi l'ostacolo maggiore non sono neppure i soldi: "Il problema non sono i tremila miliardi e mezzo, i quattromila miliardi dell'opera... Il problema è che hanno capito che questa è un'opera essenziale per l'Italia. Ci voleva tanto per misurare che gli armatori risparmiano quattro giorni e mezzo all'andata, quattro e mezzo al ritorno e il 40 per cento delle spese, se le loro navi possono caricare e scaricare a Genova e non nei porti del Nord Europa, sulla rotta dell'Oriente?".
Ma per il presidente di Carige i vantaggi portati dal Terzo valico e dall'alta velocità cambieranno il volto della città e ricadranno su tutti: sulla Regione, che "potrà coprire molto più facilmente il suo deficit sanitario, con un sistema della salure necessariamente cresciuto e valorizzato non dalle fughe, ma dagli arrivi"; sull'università, che "potrà crescere e sfruttare i suoi grandi spazi"; sul turismo, oggi soffocato dalle code autostradali: "Mettiamoci un treno veloce da Milano, un raddoppio ferroviario fino a Ventimiglia che è già in opera e vediamo come cambia anche il turismo". Per non parlare della remunerazione dei vari comparti produttivi, visto che "siamo ancora i primi in Europa nei settori della cantieristica e delle riparazioni navali"; e un collegamento veloce, oltre a "sturare" il porto, potrebbe "dare 'acqua' perfino al waterfront di Renzo Piano, che senza quel buco sarebbe come un lago, chiuso, inutile e per di più molto caro".