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19
Gen
2008

LIGURIA RISULTATI SODDISFACENTI SULL' UTILIZZO DI FIBROSCAN NELLE MALATTIE DEL FEGATO

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Le malattie epatiche croniche in Italia colpiscono il 5-10% della popolazione, ovvero fino a 5 milioni di persone. I danni sono a medio-lungo termine: il decorso nel 30 per cento dei casi evolve in cirrosi epatica nell'arco di 15-30 anni e il 3-7% dei pazienti con cirrosi, inoltre, sviluppa epatocarcinoma.

Le conseguenze nel tempo sono facilmente ipotizzabili: il decesso per insufficienza epatica o, come unica possibilità terapeutica, il trapianto di fegato.

Identificare lo stadio della malattia cronica è fondamentale per tarare e rendere più efficace la terapia.

Fino a pochi mesi fa per una diagnosi precisa ed efficace c'era solo la biopsia epatica. Ora, invece, la Liguria ha a disposizione una nuova metodologia diagnostica non invasiva, l'elastometria epatica, che misura la rigidità del fegato riconoscendo l'alterazione dei tessuti (la cosiddetta fibrosi) attraverso il Fibroscan.

I dati confermano l'efficacia della nuova metodologia, che consente una riduzione dell'85% delle biopsie epatiche: grazie all'uso del Fibroscan, infatti, la biopsia viene riservata solo a quei pazienti in cui non sia nota la causa della malattia e si debbano ricercare quindi informazioni diagnostiche molto particolari e selezionate.

Per tutti gli altri questo strumento si dimostra un'arma diagnostica altamente affidabile, la cui prescrizione attualmente è limitata alla valutazione dello specialista epatologo.

La nuova apparecchiatura, una delle trentacinque consegnate in Italia, è in dotazione al Centro Dipartimentale Epatologico dell'ospedale San Paolo di Savona coordinato dal dr. Grasso.

Approfondimenti sull'argomento sono disponibili sul sito web dell' ASL2 Savonese.