Genovapress

Stampa
25
Ott
2007

JANE GOODALL, GLI SCIMPAMZE' E I FUTURI SCIENZIATI AL FESTIVAL DELLA SCIENZA

GENOVA. Il primo giorno del Festival della Scienza 2007 è certamente segnato dalla presenza della grande primatologa Jane Goodall nota per i suoi studi pionieristici sugli scimpanzé, protagonista oggi di due conferenze. In particolare questa mattina ha incontrato una Sala del Maggior Consiglio completamente gremita di ragazzi, centinaia di studenti genovesi delle scuole superiori, presentata da Daniela De Donno, presidente del Jane Goodall Institute per l’Italia che ha ripercorso le tappe della carriera della scienziata: dalla formazione nella foresta di Gombe della Tanzania degli anni ’60, fino all’attuale ruolo di ambasciatrice per l’ambiente, fortemente impegnata in diversi programmi internazionali.

Benché abbia più di settanta anni la Godall comincia con grande entusiasmo e originalità: sullo sfondo di un’immagine che la ritrae giovanissima nella foresta, riproduce al microfono i suggestivi richiami degli scimpanzé. Poi continua, rivolta ai ragazzi: «le mie ricerche fecero scalpore perché documentai in queste scimmie grande sensibilità ed emotività, finora attribuite solo all’uomo. E questa era una grande novità per il mondo scientifico di allora». Purtroppo negli anni successivi gli scimpanzé subirono una pressione crescente per caccia e distruzione dell’ambiente. Così, dallo studio delle scimmie alla conservazione della natura il passo è stato breve: «negli ultimi anni con il Jane Goodall Institute abbiamo avviato diversi programmi di conservazione, il più riuscito dei quali è Roots&Shoots (radici e germogli), rivolto ai giovani di tutto il mondo». Oggi il programma è in corso in 96 paesi e conta più di 8000 gruppi di ragazzi. L’idea alla base del progetto, che ha vaste applicazioni, è che la consapevolezza dei problemi e il comune impegno per risolverli portano ad un miglioramento della qualità della vita e quindi alla conservazione dell’ambiente.

I ragazzi delle scuole ribattono con una lunga serie di domande, molte delle quali concentrate sulla passata vita sul campo della ricercatrice. Ma la speranza della Goodall, oggi sempre in viaggio per capitali e convegni più che per riserve e luoghi selvaggi, è coinvolgere quante più persone possibili nella conservazione: «Vi abbiamo lasciato un mondo ridotto peggio di quello che ho conosciuto io alla vostra età. Ma assieme possiamo rimettere le cose in sesto. Chi di voi – chiede alla platea di potenziali “futuri scienziati” -  vuole cambiare il mondo alzi la mano».  E la platea risponde con una selva di mani alzate.

Nel pomeriggio, Jane Goodall tornerà su questi temi (ore 18, Sala del Maggior Consiglio), introdotta da Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca presso l'Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Roma, nella conferenza dell’eloquente titolo Una ragione per sperare.

Skype Me™!
Seo e web marketing in Liguria
logo-claudio-arena-foto-160
burgman 650 experience
Agenzia della entrate