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26
Apr
2011

SANTA MARGHERITA SI MOBILITA CONTRO LA COLATA DI CEMENTO IN ARRIVO

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Affollata conferenza stampa, quella svoltasi venerdì mattina 22 aprile al “Punto Incontro della Tigulliana” di Santa Margherita Ligure, promossa da alcune associazioni non politiche che sono parte integrante del Comitato “Difendi Santa”, per tornare a parlare della vicenda del “misterioso” e “secretato progetto”, depositato in Comune nel febbraio scorso dalla Società “Santa Benessere & Social”, nelle mani del sindaco.

Quello stesso sindaco che, oltre un mese fa, anche attraverso manifesti, aveva chiesto alla Città di esprimere un parere (positivo o negativo) nel corso di un’Assemblea pubblica.

In quella sede, però, al posto del “progetto”, erano stati prodotti dalla stessa Società abili “rendering fotografici” non supportati da schemi progettuali e da elaborati volumetrici.


Del “sedicente progetto” (così è stato definito) e di altri argomenti hanno quindi parlato Alberto Cattaneo, Marco Delpino, Ezio Piola, Dario Savino, Franco Traverso e Massimo Maugeri, alla presenza anche di una folta rappresentanza di ospiti (milanesi e non), frequentatori di Santa Margherita Ligure da decenni, giustamente preoccupati per le conseguenze negative che l’ampliamento del porto potrebbe avere.

Il Comitato “Difendi Santa” non porta avanti un’azione immobilista, ma, anzi, chiede con forza un rilancio della Città che non può passare “accettando per oro colato tutto ciò che ci viene propinato dall’alto, ma deve avvenire con la partecipazione e il coinvolgimento di tutti: cittadini e ospiti.

Il rischio (come ha giustamente evidenziato in una lettera-articolo la Presidente onoraria del FAI nazionale Giulia Maria Mozzoni Crespi) è quello di perdere nell’immediato quel turismo stanziale e di qualità che ha fatto la fortuna di questa fetta di Riviera e snaturare la caratteristica di un posto unico ed amato.

Il “Comitato” è dunque corso ai ripari a tutto campo: con un manifesto (affisso sui muri di Santa) e una conferenza stampa per denunciare l’impatto ambientale dei nuovi moli, del Centro Thalassoterapico, delle 25 suite da 80 metri quadrati ciascuna, dei 250 box interrati e degli orribili gradoni.

Altre domande si sono affollate: cosa riporterà in merito al Porto ed all’Area Spertini il nuovo PUC, vale a dire il Piano Regolatore ancora in alto mare? E cosa avverrà in occasione dell’imminente approvazione in sede regionale di una “moratoria” alla legge Burlando che potrebbe mettere la parola fine ad ogni soluzione di ampliamento del porto?

E ancora: “se si decide di barattare l’attuale tipologia di turismo, e quindi una ricchezza certa per tutti (seconde case, turismo di fascia medio-alta) occorre anche essere consapevoli che, a fronte di una diversa utenza della città, immancabilmente ci sarà una contrazione dei frequentatori abituali di Santa e dei valori immobiliari”.

Le conclusioni appaiono inevitabili: “non si teme che il periodo dovuto ai lavori potrebbero far riflettere i proprietari di queste seconde case a spostarsi altrove, magari vendendo i loro appartamenti? Non si teme che il profilo turistico assunto dalla città dopo la fine dei lavori potrebbe non essere più di loro gradimento e quindi… agevolarne la fuga?”

“Durante i cinque anni di esecuzione dei lavori quanti posti di lavoro si perderanno? E se le previsioni di non balneabilità dell’area Ghiaia-Pagana si avverassero, quanti posti di lavoro si perderebbero in quella zona?”

paolo fizzarotti