Spettacoli
UN CERTO SIGNOR G AL TEATRO GUSTAVO MODENA
Ritorna venerdì 19 e sabato 20 febbraio alle ore 21 “Un certo signor G” al Teatro Gustavo Modena, prima tappa di una tournée che toccherà nuovamente Roma al teatro Olimpico dal 1 al 14 marzo e Milano al Piccolo Teatro di Milano dal 23 marzo al 3 aprile.
Lo spettacolo, giunto al suo terzo anno di vita (vincitore Biglietto d’oro per il teatro nel 2008, riconoscimento per lo spettacolo più visto nella categoria Stabili Privati) tratto dall’opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, con la regia di Giorgio Gallione, le scene e i costumi di Guido Fiorato, le luci di Aldo Mantovani, ha per protagonista Neri Marcoré accompagnato in scena al pianoforte da Silvia Cucchi e Vicky Schaetzinger.
A più di 35 anni di distanza (Il signor G nasce nel 1970), lo spettacolo è un’esplorazione nel beffardo, paradossale, buffonesco mondo di questa maschera di uomo comune che si interroga, comicamente impotente, sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell’imbecillità e del qualunquismo. “Per questo ci siamo ispirati, anche stilisticamente, alle forme del teatro canzone” - afferma il regista Giorgio Gallione - “invenzione gaberiana continuamente perfezionata nel corso di vari spettacoli, geniale intreccio di monologhi e melologhi, musica e canzoni”.
Lo spettacolo ha avuto una lunga gestazione. Racconta Neri Marcoré: “Due estati fa Dalia Gaberscik, venuta a sapere del mio amore per Gaber, mi chiese di partecipare al festival dedicato a suo padre che si svolge a Viareggio ogni anno. Forse è stato quest’antefatto a portare a “Un certo signor G”, dove interpreto a modo mio le canzoni e i monologhi dell’impareggiabile artista milanese. Qualche mese dopo, infatti, Giorgio Gallione, con cui avevo da poco messo in scena “La lunga notte del dottor Galvan” di Daniel Pennac, mi ha proposto questa sfida ardua e affascinante, coi favori della stessa Dalia e di Paolo Dal Bon, presidente della Fondazione Gaber”.
Marcoré, al centro della scena disegnata da Guido Fiorato, accompagnato dalle pianiste Silvia Cucchi e Vicky Schaetzinger, nella magistrale elaborazione musicale, quasi concertistica, di Paolo Silvestri, ci fa riscoprire un’opera che è un’invenzione senza tempo di scadenza, un classico moderno che, tra ironia, malinconia, istanze civili e comico paradosso, si interroga sui destini dell’uomo moderno, in bilico tra utopia, impotenza, razzismo, amore, consumismo, paura e sogno. Un individuo che rischia di perdere i pezzi e che soffre, ci dice Gaber, dei mali più comuni e alla moda: nevrosi acuta, condizionamento totale, visione delle cose vicino allo zero: una persona normale insomma.
Teatro Gustavo Modena / Sala Mercato – Genova venerdì 19 sabato 20 febbraio 2010 ore 21
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