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01
Giu
2007

GENOVA IL '2 GIUGNO' DEL CONSERVATORIO CONCERTI AL PANTHEON DI STAGLIENO E A PALAZZO BIANCO

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Sabato 2 giugno, alle 17 concerto del gruppo polifonico “vox antiqua” e degli Ottoni del Conservatorio a Palazzo Bianco, mentre alle 18, in occasione della «Settimana dei Cimiteri Storici Europei»,  Concerto del Duo Merani – Proietti al Pantheon del Cimitero di  Staglieno. Sarà utilizzato il prezioso strumento “Candi” di proprietà del Conservatorio.  

Due eventi concertistici  (a ingresso libero) coinvolgeranno il Conservatorio Paganini nella giornata del 2 giugno, in collaborazione con il Comune di Genova:

Alle ore 17, a Palazzo Bianco di Strada Nuova, di scena l’Ensemble Polifonico “Vox Antiqua” diretto da Marco Bettuzzi e “Gli Ottoni del Conservatorio” diretti da Piero Andreoli. Voci, trombe e tromboni, per un affondo nella musica antica, da Giovanni Gabrieli a Luca Marenzio, da Claudio Monteverdi a Orazio Vecchi.

Alle ore 18, presso il “Pantheon” del Cimitero di Staglieno, concerto in occasione della «Settimana dei Cimiteri Storici Europei» realizzata dal Comune di Genova. I docenti Gloria Merani (violino) e Claudio Proietti (pianoforte) si esibiranno proponendo pagine del genovese Camillo Sivori – noto quale unico allievo di Nicolò Paganini – e Franz Schubert. Per l’occasione verrà utilizzato un prezioso strumento di proprietà  del Conservatorio, il violino “Cesare Candi” del 1916 recentemente restaurato.  Prolusione al concerto a cura di Roberto Iovino.

 

Il violino Cesare Candi del 1916

Gli anni della Grande Guerra furono per Cesare Candi un periodo di grande attività produttiva e artistica: perfezionò la sua già raffinata tecnica di scultura e decorazione che lo porterà a completare un violino di eccezionale livello artistico ed innovativo, e soprattutto diede prova, nell'ambito della costruzione 'tradizionale', di grande maturità ed eclettismo. Il violino di proprietà del Conservatorio Paganini si distingue infatti per una raffinata tecnica esecutiva e per un stile che, privo di certa pesantezza 'genovese', si rivolge decisamente verso un gusto e una sensibilità più classiche.  Il modello, ispirato a Stradivari, fu da lui disegnato e realizzato con particolare cura e garbo, i bordi e le punte mostrano una scultura precisa ed equilibrata; la tavola armonica in bell'abete a fibra stretta, l'acero a marezzature strette e profonde furono il materiale scelto per questo violino. La vernice ad alcol di buona formulazione dal colore arancio bruno, presenta un leggero cracleè che ne ingentilisce la superficie. Lo strumento ad oggi in ottimo stato di conservazione, dotato ancora dei piroli originali in giuggiolo, porta il numero 86 scritto a mano sull'etichetta in alto a sinistra. (scheda redatta dal Liutaio Alberto Giordano)