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15
Apr
2007

ìGIOVANNI PAOLO II: LíUOMO DELLE ALTE VETTEî AI MARTEDIí LETTERARI DEL CASINO' DI SANREMO

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Omaggio a Giovanni Paolo II ai Martedì Letterari. Il 17 aprile, ore 16.30, nel Teatro dell’Opera S.E. Mons. Alberto Maria Careggio, Vescovo di Ventimiglia-Sanremo presenta il libro “Giovanni Paolo II: l’uomo delle alte vette”. Introducono l’evento Luigi Accattoli e Ito Ruscigni. Allieterà  l’incontro culturale il coro di Verres della Valle d’Aosta che eseguirà canti tradizionali ispirati alle montagne.

«Scopo di questa pubblicazione è tributare un intenso e spontaneo omaggio al grande Papa riconosciuto, all’indomani stesso della morte, come la più alta personalità spirituale del mondo, un profeta del divino, l’uomo del dialogo, un appassionato tessitore di pace». Così si legge nella prefazione al volume «Giovanni Paolo II. L’uomo delle alte vette» di Alberto Maria Careggio, vescovo di Ventimiglia-San Remo. «Le vette richiamate nel titolo – precisa lo stesso Careggio – sono, da una parte, le cime dei monti che Wojtyla ha percorso nella sua vita, dall’altra, e con maggiore importanza, le vette del pensiero, della santità, del dialogo e della comunione che il Santo Padre ha mostrato agli uomini».  

Il prezioso volume, curato da S.E. Mons. Alberto Maria Careggio, contiene eccellenti testimonianze:  S. Em. Card. Stanislaw Dziwisz , S.E. Card. Tarcisio Bertone, Andrea Riccardi, Alberto Michelini, Luigi Accattoli, Giovanni Reale, Elena Bono, Liliana Cosi, Giuseppe De Carli, Mario Agnes, Elio Toaff.
 

Ricorda S.E. Mons. Careggio:

“ Il rapporto di Papa Wojtyla con la montagna è stato quanto mai singolare. Risale agli anni della sua giovinezza, quando, appena prete, accompagnava gli studenti universitari sui Tatra, i monti della sua Patria. Le vette e i ghiacciai, così,  come le stelle del cielo, il fragore dei torrenti e delle cascate, i placidi laghi alpini, le verdi praterie per lui non furono altro che il linguaggio di Dio e il loro parlare a noi di Dio. Teologia e profezia, bellezza e potenza, profondi silenzi e voci arcane: questa è la montagna che Giovanni Paolo II ha celebrato con accenni di sublime poesia.

La montagna  non solo costituisce un magnifico scenario da contemplare, ma è una scuola di vita. In essa si impara a faticare per raggiungere la meta, ad aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà, a gustare insieme il silenzio, a riconoscere la propria piccolezza in un ambiente maestoso.

Ogni volta che ho la possibilità di recarmi in montagna e di contemplare questi paesaggi, ringrazio Dio per la maestosa bellezza del creato. Lo ringrazio per la sua stessa Bellezza, di cu il cosmo è come un riflesso , capace di affascinare gli uomini e attirarli alla grandezza del Creatore, confidava ai pellegrini durante uno dei numerosi Angelus recitati in Valle d’Aosta.

“….. Rimarrà sempre un’opera incompleta quella che vorrà consegnare alla storia tutta la prolusione di pensieri, di ricordi, di immagini, di fatti di incontri, di parole, di insegnamenti legati alla lunga vita di questo pontefice. Parleranno molto di lui le immagini, le fotografie, le strette di mano, gli sguardi penetranti, i luoghi visitati, le mete da lui toccate. Le soste lungo gli itinerari percorsi con passo lento e costante, il tutto reso ameno dal su saper sostare per ascoltare… Parleranno sempre di lui anche i numerosi luoghi fecondati dalla sua preghiera ed i sentieri, resi luminosi per coloro che vorranno ripercorrerli nel tempo.

Per sintetizzare, questo poliedrico pontificato, forse potrebbe essere sufficiente dire che Giovanni Paolo II fu un convinto “araldo della speranza”, non protesa soltanto verso le attese di piccolo cabotaggio, legate soprattutto alla terrestrità- come indica la parola francese “espoir”- ma verso quella “esperante” che libera l’uomo, proiettandolo verso gli abissi dell’eternità e dell’infinità di Dio.”
 

S.E. Mons. Alberto Maria Careggio

S.E. Mons Careggio, nasce il 7 novembre 1937 a Tonengo di Mazzé (Torino) da genitori, emigrati canavesani, stabilitisi ad Aosta nel 1932. Dal 1952 al 1956 lavora come operaio specializzato allo stabilimento siderurgico «Cogne». Entra nel mondo della carta stampata a partire dagli anni della sua adolescenza come collaboratore del settimanale “Il Corriere della Valle d’Aosta. Ordinato sacerdote nel 1996, è nominato ben presto Consigliere ecclesiastico dell’A.I.A.R.T. (Associazione Italiana Ascoltatori Radio Televisione), quindi Membro della Commissione diocesana delle Comunicazioni Sociali e responsabile dell’Ufficio Stampa della Curia Vescovile di Aosta. Nel 1982 è inserito nell’Albo dei Giornalisti e assume la carica di Direttore responsabile del “Corriere della Valle d’Aosta”. Per anni collabora come esperto esterno con la Sede regionale Rai e per la stessa produce un programma televisivo di carattere storico-documentario.

Alla intensa attività giornalistica, unisce quella della ricerca storiografica. Nel 1980 pubblica la biografia di un nota e dibattuta personalità del Clero valdostano dell’immediato dopo guerra, il canonico “Don Alfonso Commod”; nel 1985 edita il grande dizionario «Le clergé Valdôtain de 1900 à 1984». Seguono studi agiografici e ricerche sulla religiosità popolare. Ricordiamo: «Santi della Valle D'Aosta» (1987), il grande volume fotografico «Souvenir de la Vallée D'Aoste» (Ed. VerluccA, 1988), l’apparato critico dell’edizione fac-simile del «Grande Messale festivo di Giorgio di Challant» del XV sec.:, il volume «La religiosità popolare in Valle d'Aosta» (1995). Eletto Presidente della prestigiosa Accademia di Sant’Anselmo, ricopre tale fino all’8 Novembre 2003.

Dal 1989 il nostro Vescovo è stato il grande organizzatore delle vacanze estive in Valle d'Aosta di Giovanni Paolo II e sua accompagnatore.

Il 5 agosto 1995 il Santo Padre gli affida la Diocesi di Chiavari che guida sino al 20 marzo 2004 data in cui è nominato vescovo di Ventimiglia-Sanremo. L’ingresso solenne nella nuova Diocesi e l’inizio del ministero episcopale,  lo ricordiamo tutti, avviene  il 9 Maggio 2004 alla presenza di S.E. Rev.ma il Card. Tarcisio Bertone.
 
 

Luigi Accattoli è nato a Recanati (lo stesso paese marchigiano di Leopardi) nel 1943. E' stato prima giornalista a La Repubblica, poi, dal 1981, al Corriere della Sera: collabora con la rivista Il Regno. E' sposato e padre di cinque figli, e vive a Roma. Da sempre attento conoscitore delle “questioni ecclesiali”, la sua ricerca si muove nella direzione di una fede dialogante con le grandi questioni dell’oggi. Voluminosa la sua produzione saggistica. Ricordiamo una biografia di Giovanni Paolo II, pubblicata in occasione del ventennale di Pontificato: Karol Wojtyla. L’uomo di fine millennio (San Paolo, 1998). Inoltre Cerco fatti di Vangelo. Inchiesta di fine millennio sui cristiani d’Italia (SEI, 1995); Io non mi vergogno del Vangelo (EDB, 1999). “Nuovi Martiri” (2000) “Non stancatevi del Vangelo” (2001) ; “Dimmi la tua regola di vita. Cinque tracce dell’avventura cristiana nella città mondiale” (2002) “Dieci provocazioni per la vita quotidiana del Vangelo (2003) “Beatitudini per i giovani” ( 2004) “Il Padre nostro e il desiderio di essere figli” (2005); “Islam. Storie italiane di buona convivenza (2005).

Il Coro Verres nasce nell’ottobre del 1951 su iniziativa di un gruppo di giovani del paese, tra i quali Giuseppe Cerreti, egli passa alla guida dell’affiatato gruppo di cantori cje in pochi anni, grazie alla sua opera di maestro, compositore, arrangiatore, diventa una bella realtà musicale.

Il maestro Cerruti che ha diretto il coro per ben 47 ani ha raccolto i suoi canti nel libro “ Chantez en Chour”.

Nel 1998 la direzione passa al maestro Albert Laniere che coltiva la sua passione per la musica sin da giovane suonando la fisarmonica e l’organo. Continua, poi, i suoi studi di canto, armonia e pianoforte con il professore Colombotto e nel 1996 si diploma in teoria e solfeggio al Conservatorio di Torino. Dal 2004 è anche presidente dell’istituto Musicale di Aosta.

Fin dai primi anni di fondazione l’intensa attività del Coro lo porta a partecipare a numerosi concerti e manifestazioni sul territorio nazionale e a prestigiose trasferte internazionali in Francia, Austria, Svizzera, Germania, Slovenia, repubblica ceca, Brasile e Spagna. L’ultima trasferta, in ordine di tempo e conclusasi da poco, è stata, per il secondo anno consecutivo, quella di Roma, dove il coro è stato invitato ad esibirsi alla presenza di alcune delle più alte cariche dello Stato a Villa Madama e a Montecitorio alla Camera dei Deputati.

Innumerevoli sono state anche le partecipazioni a concorsi sul territorio nazionale nei quali il Coro ha sempre ottenuto buoni piazzamenti; da sottolineare il terzo posto a Biella nel 2004 e 2006 e nella vittoria a Ivrea nel 2005. Degno di menzione è il primo premio di categoria al concorso internazionale di Praga nel 1994.

Lasciati ormai alle spalle più di cinquant’anni di storia, il Coro di Verrei, forte dell’entusiasmo dei giovani e dell’esperienza dei coristi più anziani, vuole mantenersi costantemente all’altezza del suo passato, nell’atmosfera di amicizia e cordialità che lo hanno sempre caratterizzato.  

Il Coro di Verrei eseguirà  un breve concerto composto dai seguenti brani:

“Je Te Salue ( Cerruti), “Montagne Desolaye” (Pignet), « Libera Uscita » (Cerruti) «  Lo Rahcard » (Cerruti)  “ Belles Roses “ ( Usuelli) “San Matiò” ( B. De Marzi)  “Monte Canino” (Pigarelli) “La Montanara (Ortelli) “Jodel a Sera” (Cerruti) “Montagnes Valdotaines (Cerruti).